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domenica 13 maggio 2012

Esref Armagan: il nuovo Picasso


Esref Armagan: il nuovo Picasso


Dipinge paesaggi e ritratti dai colori vivaci ed è un caso unico nel campo dell'arte e non solo.
è nato 58 anni fa in uno dei quartieri più poveri di Istanbul: per una mutazione genetica è nato senza occhi e per sopperire alla mancanza della vista, ha dovuto ideare una sua tecnica: non usa pennelli, ma mani e dita e applica una sua associazione mnemonica dei colori.
“Non sono nato come artista” dice “volevo solo conoscere il mondo che mi circonda”
Armagan rappresenta un'occasione per studiare la percezione umana e la sua capacità di estensione.
>Non posso essere definito cieco, le mie dita vedono più lontano di tanti occhi!"

Nato da una famiglia povera, non ha ricevuto educazione scolare, autodidatta per la scrittura, utilizza principalmente colori ad olio ed ha progressivamente perfezionato la sua tecnica negli ultimi 40 anni. In una quiete assoluta, che gli è necessaria per creare, utilizza prima una stilo Braille per tracciare i contorni poichè ha bisogno di avere una percezione tattile del suo disegno. Si immerge totalmente in ciò che sta creando, scherzosamente dice che “Quando disegno il mare mi chiedo se non sia il caso di indossare un giubetto di salvataggio per non affogare”.

sea armagan

Quando è soddisfatto del disegno base passa all'applicazione della pittura con le dita. Applica solo un colore per volta dunque deve attendere 2/3 giorni prima di procedere all'applicazione del colore successivo e così via, tecnica unica nel suo genere.

Ha sviluppato perfino una sua tecnica per i ritratti, chiede ad una persona (normo vedente) di disegnare i contorni della fotografia poi gira il foglio e lo tocca con la sua mano sinistra trasferisce ciò che ha toccato su un altro foglio e solo dopo aggiunge il colore. Ha effettuato ritratti della First lady,  del Presidente e del Primo Ministro turchi e dell’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.

Le sue opere sono state esposte in Turchia, Paesi Bassi, Cina e Repubblica Ceca, numerose le sue apparizioni in tv (BBC e ZDF)  e sulla stampa scientifica.

Ha iniziato incidendo disegni nella sporcizia del suo quartiere, a 6 anni è passato a carta e matita, a 18 ha iniziato a dipingere prima su carta poi su tela con colori ad olio, all'età di 42 ha scoperto il colore acrilico ad asciugatura rapida. I suoi dipinti sono di un realismo disarmante.
esref-armagan- farfalle
Come può un cieco dalla nascita che non ha mai visto la luce, riuscire a riprodurre la realtà dettagliata nei colori, nelle forme e nella prospettiva?

Se lo sono chiesti anche gli scienziati.

John M. Kennedy, Professore di Psicologia percettiva/cognitiva all’Università di Toronto Scarborough dice " ho fatto test sui non vedenti per decenni e non ho mai visto perfomance come le sue”. I due si sono incontrati a New York in occasione di un forum organizzato da Art Education of the Blind .

Kennedy ha sottoposto Armagan ad una batteria di test, cominciando con il test delle tre montagne  elaborato da Piaget utile alla verifica del ragionamento trasduttivo o precausale e seguito da altri test per la verifica della percezione della prospettiva che Esref ha superato brillantemente lasciando Kennedy senza fiato.

Da un intera carriera basata sullo studio dell'arte dalla prospettiva dei non vedenti aveva evinto che chi ha questo tipo di difetto congenito sviluppa una particolare capacità nel disegno, ma vi erano troppi pochi soggetti ad aver sviluppato questa abilità per poter tracciare delle conclusioni scientifiche.

Esref  è una figura importante nella storia della pittura e nella storia della conoscenza, il Professor Kennedy è rimasto colpito dalla sua bravura nel disegno e nella pittura, è la dimostrazione vivente di quanto una persona cieca possa sviluppare da solo capacità pittoriche  alla stregua di un vedente, non era mai successo prima nella storia.

Per testare effettivamente la sua capacità di comprendere le scale e  la prospettiva l’ha portato in Italia, davanti alla cupola di S. Maria del Fiore a Firenze . La cupola di Brunelleschi si erge su un tamburo ottagonale ed è estremamente complicata da riprodurre, persino per un normo-vedente. A distanza di 600 anni dopo Brunelleschi, un uomo cieco è riuscito nuovamente ad immaginare quel capolavoro.

Finora abbiamo considerato i quadri come creature della vista poichè hanno a che fare con distanza, direzione, angoli e ora realizziamo che tutte queste caratteristiche sono disponibili anche con la percezione tattile così che è possibile avere immagini tattili e immagini ottiche”.

                                                                                                                                               
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Kennedy non è stato l’unico a voler approfondire il caso di Armagan. Lo ha fatto anche il team neurologico dell’Università di Harvard, presso il  Centro di stimolazione celebrale non invasiva all’ospedale Beth Israel Deaconess a Boston.

Nel luglio del 2004, Esref acconsente a sottoporsi a risonanza magnetica mentre disegna.
Gli viene chiesto di toccare degli oggetti, di immaginarli e poi riprodurli su carta, e lui ha colto nel segno tutte le volte. “Ciò che vedevamo nello scanner aveva dell'incredibile” , dice il Dr Alvaro Pascual-Leone, direttore e professore associato di neurologia alla scuola medica di Harvard. Insieme a due colleghi, Amir Amedi e Lofti Merabet, ha condotto una serie di scansioni, sfidando Armagan ogni volta con test sempre più complessi.

Armagan li induce a dubitare di tutto ciò che hanno sempre creduto circa il senso della vista, dubbi così forti che addirittura inizialmente credevano mistificasse il suo handicap (uno dei motivi per cui porta sempre con sè le certificazioni mediche).

sewell drawing kitPascual-Leon e Amedi gli hanno chiesto di tracciare, servendosi della Sewell Raised Lines Drawing Kit, una linea compresa tra 2 poli opposti con una sorgente di luce sottostante: anche qui i risultati hanno lasciato gli scienziati stupefatti, portandoli a chiedersi e a chiedere a Esref come potesse riuscirci. Lui sostiene di averlo "appreso" da amici e conoscenti, stesso discorso per le ombre. Esref ha confidato loro che per lungo tempo ha creduto che un oggetto rosso producesse ombre dello stesso colore ma si è dovuto ricredere perchè gli è stato detto che non è così. E come conosce il colore? Lo ha “ appreso” e ha poi memorizzato quale oggetto ha un certo tipo di colore e la compatibilità tra i colori.

Dopo aver catturato un istantanea strutturale del suo cervello per verificare che effettivamente non potesse percepire la luce (hanno confermato che effettivamente non può) lo hanno sottoposto ad una serie di test per verificare la plasticità del suo cervello.


cervello

La corteccia ottica di Esref si illuminava mentre disegnava come accade quando si "vede" effettivamente dice Pascual-Leone, in sostanza il suo cervello reagisce allo stesso modo di una persona normo-vedente. Ciò rappresenta una opportunità unica per gli scienziati. Per secoli la scienza ha ritenuto che il cervello fosse un'entità fissa e che certe sue funzioni fossero innate e incapaci di riorganizzarsi dopo lesioni o difetti congeniti.



Pascual-Leone e il suo team si sono accorti però che la memoria di lavoro verbale non reagiva minimamente.  
Risultato straordinario che li ha portati ad ipotizzare che, in una certa misura, la modalità con cui le aree ottiche inimpiegate vengono dispiegate dipenda da chi si è e di quali funzioni specifiche necessiti il cervello.

E’ noto che le persone normo-vedenti nel momento in cui immaginano cose-facce scene colori e oggetti che hanno visto in precedenza coinvolgono le stesse parti del cervello utilizzate per la vista anche se in minor misura. La creazione di queste immagini mentali è molto simile all'atto della vista stessa. Quando Armagan immagina oggetti che ha prima toccato, le parti della sua corteccia ottica si attivano moderatamente ma quando disegna la sua corteccia ottica si attiva come se stesse effettivamente vedendo.

Esref ha anche una notevole concezione spaziale, il suo manager Joan Eroncel testimonia che raramente si è perso nella sua vita ed è dotato di un sorprendente senso delle dimensioni spaziali. Una volta è riuscito persino a disegnare la pianta di un appartamento che aveva visitato solo brevemente e lo ricordava alla perfezione a distanza di 9 anni.

Ciò rivoluziona la concezione che la vista sia peculiarità dell'occhio: quanto di ciò che vediamo viene dall'esterno e quanto dall'interno? Pascual- Leone sostiene che la corteccia ottica potrebbe avere un ruolo più importante di ciò che si creda nella creazione dell'aspettativa di ciò che andiamo a vedere, come se vedere fosse possibile solo se conosciamo ciò che vedremo.

In Esref questa aspettativa sarebbe operativa anche se non riceve stimoli visivi.

La saggezza popolare suggerisce si possa avere un occhio della mente. Pascual- Leone pensa che Esref ne abbia uno. Gli scienziati si sono a lungo interrogati se sia possibile giungere alla stessa immagine mentale coinvolgendo sensi diversi dalla vista e sono giunti alla conclusione che effettivamente sia così ma che la vista sia talmente predominante da non permetterci di realizzare quali altri sensi siano coinvolti in quel momento.

Nel tardo 1850 il neurochirurgo francese Paul Broca fu il primo a ipotizzare che il linguaggio fosse associato ad una specifica parte del cervello e altri lo seguirono in questa intuizione. La corteccia ottica situata nel retro del cervello elaborerebbe solo la visione, la corteccia somato-sensoriale nel mesencefalo solo il dolore, le vibrazioni e il tatto, la corteccia acustica ai lati del cervello esisterebbe unicamente per processare i suoni. Negli ultimi 50 anni le nuove tecnologie e gli esperimenti all'avanguardia come quelli di Pascual-Leone e i suoi colleghi hanno smontato quel dogma rivelando non solo che il cervello di fatto si riorganizza e si adatta ma che lo fa di continuo.

colorsinthedark

"In Esref” continua il dottor Pascual-Leone “abbiamo riscontrato che la sua corteccia ottica non è inerte, non è scomparsa e non si è nemmeno ridotta  e che la utilizza regolarmente. E’stata cioè reimpiegata attraverso gli altri sensi”.


                                                                                                                                                 

Ciò che è stato scoperto grazie ad Armagan avrà ampia risonanza e aiuterà non poco in molti campi della medicina,per esempio nella prevenzione degli ictus, il dolore cronico e tanti altri.
                                                                                                                                                 

waterfall esref armagan jpg



Ma Esref  Armagan, che ama essere circondato dalla bellezza, vorrebbe essere ricordato solo per la sua arte.









Fonti: http://www.esrefarmagan.com/index-en.html#
http://www.armagan.com/bio.asp
http://www.esrefarmagan.com/index-tr.html
http://www.artbeyondsight.org/teach/multi-modal-abstract.shtml
http://www.utsc.utoronto.ca/~kennedy/
http://citd.scar.utoronto.ca/Psychology/PSYC54/PSYC54.html
http://www.newscientist.com/


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