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sabato 14 luglio 2018

Invasione dei Mini-;Mostri



La testa di un bruco ingrandita decine di migliaia di volte. I peli che ricoprono la superficie del loro esoscheletro, detto anche tegumento svolgono funzioni sensoriali oppure di rivestimento e protezione e, in alcune specie, sono urticanti.

La testa di un bruco ingrandita decine di migliaia di volte. I peli che ricoprono la superficie del loro esoscheletro, detto anche tegumento svolgono funzioni sensoriali oppure di rivestimento e protezione e, in alcune specie, sono urticanti. 


Sembrano usciti da un film di fantascienza ma in realtà altro non sono che mosche, falene, bruchi e altre piccole creature fotografate dai microscopi elettronici di scienziati di tutto il mondo.
Ecco una selezione dei più brutti e impressionanti.



Un acaro si accanisce con ferocia su una indifesa larva di zanzara

Un acaro si accanisce con ferocia su una indifesa larva di zanzara.





L'apparato boccale di un ragno a distanza ravvicinata. Le specie di ragno a oggi conosciute sono oltre 42.000 e le loro dimensioni vanno da un paio di millimetri agli oltre 33 centimetri di diametro dello Pseudotheraphosa apophysis.

L'apparato boccale di un ragno a distanza ravvicinata. Le specie di ragno a oggi conosciute sono oltre 42.000 e le loro dimensioni vanno da un paio di millimetri agli oltre 33 centimetri di diametro dello Pseudotheraphosa apophysis.






Ecco come appare la bocca di un bruco ingrandita diverse centinaia di volte.   Non tutti i bruchi sono miti e inoffensivi come sembrano: alcune specie, per esempio la processionaria del pino (in alcune zone dell'italia chiamata anche "gatta pelosa) ha il corpo cosparso di setole rigide e urticanti.


Ecco come appare la bocca di un bruco ingrandita diverse centinaia di volte. 
Non tutti i bruchi sono miti e inoffensivi come sembrano: alcune specie, per esempio la processionaria del pino (in alcune zone dell'italia chiamata anche "gatta pelosa) ha il corpo cosparso di setole rigide e urticanti.






Un suggestivo primo piano di un ape.  Questi insetti sono un importante indicatore dello stato di salute dell'ambiente: nel 2007 in Italia, secondo i dati diffusi dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente e del territorio, sono morte il 50% delle api, sono andati persi 200.000 alveari e   con un danno di oltre 250 milioni di euro nel settore agricolo.

Un suggestivo primo piano di un ape.
Questi insetti sono un importante indicatore dello stato di salute dell'ambiente: nel 2007 in Italia, secondo i dati diffusi dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente e del territorio, sono morte il 50% delle api, sono andati persi 200.000 alveari e
 con un danno di oltre 250 milioni di euro nel settore agricolo.





Una innocua formica vista da molto vicino.  Sulla Terra esistono oltre 12.000 specie diverse di formiche, le cui dimensioni vanno da qualche millimetro a 6-7 centimetri.

Una innocua formica vista da molto vicino.
Sulla Terra esistono oltre 12.000 specie diverse di formiche, le cui dimensioni vanno da qualche millimetro a 6-7 centimetri.



 Ben noto agli acquariofili, questo minuscolo insetto è un Argulus, o pidocchio dei pesci. Si nutre del sangue e del tessuti degli ospiti parassitati sui quali lascia vistose ferite che in breve tempo si infettano, portando alla morte la malcapitata vittima.

 Ben noto agli acquariofili, questo minuscolo insetto è un Argulus, o pidocchio dei pesci. Si nutre del sangue e del tessuti degli ospiti parassitati sui quali lascia vistose ferite che in breve tempo si infettano, portando alla morte la malcapitata vittima.





Un "cucciolo" di zecca: la puntura di  questi piccoli ematofagi, le cui dimensioni vanno da un paio di millimetri fino a un centimetro, possono essere veicolo di patologie pericolose anche per l'uomo.   Parenti strette degli acari, sono attive soprattutto d'estate: in caso di puntura è sempre bene consultare un medico.

 Un "cucciolo" di zecca: la puntura di  questi piccoli ematofagi, le cui dimensioni vanno da un paio di millimetri fino a un centimetro, possono essere veicolo di patologie pericolose anche per l'uomo. 
Parenti strette degli acari, sono attive soprattutto d'estate: 
in caso di puntura è sempre bene consultare un medico.




 I palpi mascellari della mosca. La bocca di questo insetto è un esempio estremo di adattamento del corpo al tipo di alimentazione. Questi insetti infatti si cibano di sostanze zuccherine più o meno cristallizzate sparse su una superficie che aspirano mediante la proboscide a forma di ventosa.

 I palpi mascellari della mosca. 
La bocca di questo insetto è un esempio estremo di adattamento del corpo al tipo di alimentazione. Questi insetti infatti si cibano di sostanze zuccherine più o meno cristallizzate sparse su una superficie che aspirano mediante la proboscide a forma di ventosa.




Una bocca irta di denti aguzzi, un becco affilato   e un'espressione che non lascia presagire buone intenzioni.   Per fortuna il verme marino immortalato in questa immagine è lungo appena qualche millimetro, ma nelle profondità degli oceani se ne possono trovare di ogni forma e dimensione.   Molti di loro appartengono al gruppo degli organismi estremofili e possono vivere a grandissime profondità, essendosi adattati alle alte pressioni e alla pressochè totale assenza di luce.

Una bocca irta di denti aguzzi, un becco affilato 
e un'espressione che non lascia presagire buone intenzioni. 
Per fortuna il verme marino immortalato in questa immagine è lungo appena qualche millimetro, ma nelle profondità degli oceani se ne possono trovare di ogni forma e dimensione. 
Molti di loro appartengono al gruppo degli organismi estremofili e possono vivere a grandissime profondità, essendosi adattati alle alte pressioni e alla pressochè totale assenza di luce.




Un verme idrotermale, una minuscola creatura lunga circa mezzo millimetro che vive nelle profondità degli oceani vicino alle sorgenti di acqua calda, fino a 400°C,   che scaturisce dalle viscere della Terra.

Un verme idrotermale, una minuscola creatura lunga circa mezzo millimetro che vive nelle profondità degli oceani vicino alle sorgenti di acqua calda, fino a 400°C, 
che scaturisce dalle viscere della Terra. 




Un altro minuscolo verme marino,   questo con la faccia decisamente più simpatica rispetto a quello della foto precedente.

Un altro minuscolo verme marino, 
questo con la faccia decisamente più simpatica rispetto a quello della foto precedente.




Il dorso di una mosca coperto di peli.  Insieme alle altre 120.000 specie conosciute di ditteri, questo insetto è comparso sulla Terra più di 250 milioni di anni fa.   Si tratta per lo più di insetti di piccole dimensioni, come quelli che volano abitualmente nelle nostre case, ma alcune specie tropicali, per esempio le Pantophthalmidae, possono arrivare ad avere un'apertura alare di 9-10 centimetri.

Il dorso di una mosca coperto di peli.
Insieme alle altre 120.000 specie conosciute di ditteri, questo insetto è comparso sulla Terra più di 250 milioni di anni fa. 
Si tratta per lo più di insetti di piccole dimensioni, come quelli che volano abitualmente nelle nostre case, ma alcune specie tropicali, per esempio le Pantophthalmidae, possono arrivare ad avere un'apertura alare di 9-10 centimetri.





Non fatevi ingannare dalle apparenze: questo insetto giallognolo è in realtà una mosca bianca (Rhynchota Homoptera).   Non è purtroppo così rara come il suo nome farebbe credere: nelle zone tropicali è piuttosto diffusa ed è responsabile di gravi infestazioni che danneggiano campi coltivati e piantagioni di ogni tipo.

Non fatevi ingannare dalle apparenze: questo insetto giallognolo è in realtà una mosca bianca (Rhynchota Homoptera). 
Non è purtroppo così rara come il suo nome farebbe credere: nelle zone tropicali è piuttosto diffusa ed è responsabile di gravi infestazioni che danneggiano campi coltivati e piantagioni di ogni tipo.




Una falena vista al microscopio elettronico. Insieme alle farfalle, questi insetti appartengono all'ordine dei lepidotteri, che contempla oltre 165.000 specie.  Durante la loro breve vita, non più di qualche settimana, questi animali cambiano radicalmente la struttura del loro corpo e le abitudini alimentari: il loro ciclo vitale si articola in 4 fasi: uovo, bruco, crisalide e forma adulta.

Una falena vista al microscopio elettronico. Insieme alle farfalle, questi insetti appartengono all'ordine dei lepidotteri, che contempla oltre 165.000 specie.
Durante la loro breve vita, non più di qualche settimana, questi animali cambiano radicalmente la struttura del loro corpo e le abitudini alimentari: il loro ciclo vitale si articola in 4 fasi: uovo, bruco, crisalide e forma adulta.




Un verme idrotermale, una minuscola creatura lunga circa mezzo millimetro che vive nelle profondità degli oceani vicino alle sorgenti di acqua calda, fino a 400°C,   che scaturisce dalle viscere della Terra.

Un verme idrotermale, una minuscola creatura lunga circa mezzo millimetro che vive nelle profondità degli oceani vicino alle sorgenti di acqua calda, fino a 400°C,
 che scaturisce dalle viscere della Terra. 




La larva di una mosca

La larva di una mosca




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giovedì 12 luglio 2018

Il cliente ha sempre ragione?

Attenzione, al Gate 14 c’è un passeggero che non sa chi è. Se qualcuno può aiutarlo con la sua identità, per favore ci raggiunga qui


Avete mai sentito il detto: “il cliente ha sempre ragione?”
 Fare un lavoro con il quale si ha a che fare con le persone, 
spesso non è facile ed è anche piuttosto stressante. 
Bisogna essere sempre educati e con il sorriso, 
nonostante l’ignoranza della maggior parte. 
Quanti di voi sanno di cosa stiamo parlando?

all’interno dell’aeroporto, inizia ad urlare alla donna dei biglietti,  ma lei…

Esatto, proprio di quelle persone che si credono dei Re, che maltrattano il commesso, perché tanto quello è il suo lavoro! Oggi vogliamo raccontarvi la storia di una donna che lavora per una compagnia aerea, precisamente allo sportello per il check-in dell’aeroporto di New York. Un giorno, a causa del maltempo, un volo è stato annullato e per via delle nuove prenotazioni, dinanzi lo sportello, si era creata una fila lunghissima. La donna era l’unica al servizio di quelle persone e cercò di accontentarle tutte. Improvvisamente però, un uomo giunse all’inizio della fila, scavalcando gli altri. Porse, con prepotenza il suo biglietto e disse: “devo salire su questo volo e deve essere in prima classe”. La donna allibita, lo guardò ed educatamente gli rispose: “Signore deve scusarmi, sarò felice di aiutarla ma prima devo aiutare queste persone. Deve fare la fila come loro.” Infuriato, ad alta voce, con l’intento di farsi sentire da tutti, disse: “hai idea di chi sono io?” La donna, sempre con il sorriso, prese il documento che lui le porse e lesse il suo nome. Poi, sempre con il sorriso, prese il microfono e fece un annuncio: “Attenzione, al Gate 14 c’è un passeggero che non sa chi è. Se qualcuno può aiutarlo con la sua identità, per favore ci raggiunga qui”.

La gente in coda scoppiò a ridere e l’uomo, indignato, guardò l’agente e poi le disse: “fottiti”.

La risposta della donna? “Mi dispiace signore, ma deve mettersi in fila anche per quello!”



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sabato 7 luglio 2018

Rolling Stone si schiera contro Salvini

Noi non stiamo con Salvini. Da adesso chi tace è complice

 Lancia la sua copertina di luglio
Il mensile italiano lancia la sua copertina di luglio
 “Noi non stiamo con Salvini. 
Da adesso chi tace è complice”

A musicisti, attori, scrittori e figure legate allo showbiz e alla tv 
Rolling Stone ha chiesto se volevano prendere una posizione. 
Per una società aperta, moderna, libera e solidale.


“Fa male vedere, giorno dopo giorno, un’Italia sempre più cattiva, lacerata, incapace di sperare e di avere fiducia negli altri e nel futuro. Un’Italia rabbiosa e infelice. Fa ancora più male prendere atto che questa rabbia si è fatta potere. Non vogliamo che il nostro Paese debba trovare un nemico per sentirsi forte e unito. Per questo non possiamo tacere. I valori sui quali abbiamo costruito la civiltà, la convivenza, sono messi in discussione. Ci troviamo costretti a battaglie di retroguardia, su temi che consideravamo ormai patrimonio condiviso e indiscutibile. I sedicenti “nuovi” sono in realtà antichi e pericolosi, cinicamente pronti a sfruttare paure ancestrali e spinte irrazionali. Dobbiamo opporci a chi ci porta indietro, a chi ci costringe a diventare conservatori. Not in my name, non nel mio nome, nel nostro nome. Questo dev’essere chiaro, da subito. Così com’è chiaro che solo provando a stare insieme possiamo tornare ad avere un presente, e immaginare il futuro. Rolling Stone, sin dalla sua fondazione, 50 anni fa, significa impegno nella vita politica e sociale, lotta al fianco degli ultimi e coraggio nel dire sempre da che parte sta. Caratteristiche vitali e per noi irrinunciabili. Crediamo che oggi in Italia sia fondamentale prendere una posizione chiara, crediamo che volgere lo sguardo dall’altra parte e aspettare che passi la bufera equivalga a essere complici, crediamo, una volta di più, nel soft power della cultura pop, nella sua capacità di unire, condividere, accogliere. Perciò abbiamo chiesto ad artisti e protagonisti della vita culturale italiana, che tante volte in questi anni abbiamo incrociato e raccontato. Di seguito i pensieri di quelli che condividono la necessità di lottare insieme perché l’Italia rimanga una società aperta, moderna, libera e solidale.

Daria Bignardi (scrittrice), Vasco Brondi (cantante), Caparezza (cantante), Ennio Capasa (stilista), Pierpaolo Capovilla (cantante), Chef Rubio (conduttore tv), Max Collini (cantante), Carolina Crescentini (attrice), Marco D’Amore (attore), Costantino della Gherardesca (conduttore tv), Erri de Luca (scrittore), Diodato (cantante), Elisa (cantante), Ernia (rapper), Fandango di Domenico Procacci (casa di produzione), Fabio Fazio (conduttore tv), Anna Foglietta (attrice), Marcello Fonte (attore), Gazzelle (cantante), Gemitaiz (rapper), Gipi (fumettista), Linus (Radio Deejay), Lo Stato Sociale (band), Makkok (illustratore), Fiorella Mannoia (cantante), Vinicio Marchioni (attore), Emma Marrone (cantante), Enrico Mentana (giornalista), Ermal Meta (cantante), Francesca Michielin (cantante), Motta (cantante), Gabriele Muccino (regista), Negramaro (band), Andrea Occhipinti (produttore e distributore cinematografico), Roy Paci (cantante), Mauro Pagani (musicista), Tommaso Paradiso (cantante), Valentina Petrini (giornalista), Alessandro Robecchi (scrittore), Lele Sacchi (dj), Selton (band), Barbara Serra (giornalista), Michele Serra (giornalista), Shablo (produttore musicale), Subsonica (band), Tedua (rapper), Tre Allegri Ragazzi Morti (band), Sandro Veronesi (scrittore), Daniele Vicari (regista), Zerocalcare (fumettista).



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martedì 3 luglio 2018

Fugge dal carcere in elicottero

Fugge dal carcere in elicottero

 Evasione come in un film

Prima di finire in carcere per aver ammazzato Aurélie Fouquet, una poliziotta di 26 anni, Rédoine Faid amava raccontare a tutti che aveva visto Heat più di cento volte. Il suo eroe era Robert De Niro nei panni del rapinatore Neil McCauley. Gli amici però hanno sempre continuato a chiamarlo Doc, come Doc McCoy, il ladro interpretato da Steve McQueen in Getaway. E ieri Rédoine un film l'ha interpretato sul serio: è evaso in elicottero dalla prigione di Réau, a un'ora di treno da Parigi, e oggi è il ricercato numero uno in Francia. Il ministero dell'Interno assicura che «tutte le unità territoriali della polizia e della gendarmeria sono mobilitate» e che «tutti i mezzi sono impiegati per localizzarlo» . Ma fino a ieri sera di Rédoine Faid, condannato a 25 anni per la morte della poliziotta mentre scappava da una rapina a un furgone blindato e a altri dieci per un'evasione nel 2013, restavano soltanto un elicottero bruciato in un campo abbandonato poco distante dall'aeroporto di Roissy e una Renault nera lasciata carbonizzata a Aulnay-sous-Bois, banlieue di Parigi.

UN PIANO PERFETTO
L'operazione ha funzionato benissimo. Sono le 11 e 20 di domenica, e Rédoine Faid è in parlatorio, ha ricevuto la visita del fratello Brahim. Un elicottero atterra nel cortile principale del carcere, l'unico senza rete di protezione antiaerea. Scendono due uomini, incappucciati, vestiti di nero, con le fasce al braccio della polizia, armati di kalashnikov e lacrimogeni. Un terzo complice resta con il pilota: lui e il velivolo, un Alouette, sono stati sequestrati poco prima sulla vicina base aerea di Fontenay-Trésigny . I due agiscono quasi a memoria: con una fresatrice abbattono una porta (conosciuta da pochi e quasi mai utilizzata) che conduce al parlatorio, arrivano da Raid, lo prelevano, e un minuto dopo sono di nuovo in aria, liberi. Non c'è stato bisogno di fare nessun ostaggio, non c'è nessun ferito. I poliziotti parlano di «uomini molti addestrati, dei professionisti, pesantemente armati, che sapevano benissimo come muoversi e dove andare». La ministra della Giustizia Belloubet, che si è recata sul posto, ha spiegato che «qualche mese fa i servizi penitenziari avevano notato dei droni sopra la prigione». Probabilmente un «sopralluogo» per preparare l'operazione. L'elicottero è stato ritrovato poco dopo, bruciato, a Garges-lès-Gonesse. I quattro sono scappati prima su Renault, poi su un camioncino Citroen di cui si sono perse le tracce da qualche parte nella grande banlieue di Parigi.

Tutti sapevano che Rédoine voleva scappare. Ci aveva provato una volta, nel 2013: aveva fatto saltare cinque porte con l'esplosivo e preso quattro guardie in ostaggio al carcere di Lille. Era rimasto in fuga per un mese e mezzo. Lo avevano catturato all'alba nella stanza di un piccolo hotel in banlieue di Parigi. Aveva giurato che ci avrebbe riprovato. Poco tempo fa un'inchiesta del Nouvel Observateur aveva rivelato dei rapporti di Faid con la criminalità corsa, in particolare con Jacques Mariani, membro della banda della Brise de Mer, che avrebbe pensato a lui per vendicarsi di una banda rivale. Per questo aveva anche pensato un piano per farlo scappare. Allora il piano non si era mai concretizzato. «Si è sempre preso per un eroe, un mito della criminalità» racconta Frédéric Ploquin, autore di un libro sui caid, i capibanda della criminalità organizzata nelle periferie di Francia. «Ha sempre voluto essere il migliore della sua generazione, 
questa evasione non farà che aumentare la sua reputazione».




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lunedì 2 luglio 2018

Condannato per il post choc su Facebook

Condannato per il post choc su Facebook


«Bruciamo le moschee e uccidiamo i musulmani», 
45enne condannato per il post choc su Facebook

«È il momento di rispondere a questi attacchi: il governo non farà nulla per colpa dei buonisti, ma ogni volta che si verifica un attentato di matrice islamista dovremmo bruciare una moschea, possibilmente quando è piena di gente». Con questo post, pubblicato su Facebook nel giorno del concerto di Ariana Grande 'One Love', dopo l'attentato della Manchester Arena, un 45enne inglese si è messo in un bel guaio. I suoi stati, pubblici, non sono sfuggiti alle autorità e l'uomo, dopo essere stato denunciato, è stato condannato a due anni.

«Voglio fare un appello a tutti gli assassini di questo paese: fateci un favore e concentratevi sulla comunità musulmana» - si legge in altri post di Andrew Emery, scritti tutti il 4 giugno dello scorso anno - «Bruciate una moschea e vi sentirete meglio». L'uomo, come riporta Metro.co.uk, era stato arrestato e denunciato pochi giorni dopo. Durante il processo, il suo legale ha proposto una serie di attenuanti: Emery, al momento di scrivere quei post, era ubriaco e ancora sotto choc sia per l'attentato al London Bridge del giorno prima, 
sia per aver saputo che il padre, malato, era ormai in fase terminale.

Un'indagine sui post pubblicati dall'uomo, tutti pubblici su Facebook, ha però rivelato che quei post non costituivano un caso isolato. Qualche tempo prima, infatti, Andrew Emery aveva scritto, commentando il 'Muslim Ban' di Trump: «Fa bene a bandire i musulmani, dovremmo farlo anche noi, così sarà possibile preoccuparci solo della feccia che già si trova nel nostro paese». 
Per questo motivo, il 'leone da tastiera' è stato condannato da un tribunale del suo capoluogo di residenza, Stoke-on-Trent.







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Rapina in Gioielleria i Ladri scappano in Bici

La Bicicletta Fa Bene alla Salute
Milano, rapina in gioielleria in via Montenapoleone. Ladri scappati in bici

Rapinata una gioielleria in via Montenapoleone a Milano, tutto in pieno giorno. Colpita la gioielleria A. P., nel quadrilatero della moda. Secondo le prime informazioni in azione sarebbero entrati in tre che sarebbero poi fuggiti in sella a delle biciclette. 
Sul posto gli agenti della Questura di Milano.

Secondo alcune testimonianze, i tre entrati in azione nella gioielleria-orologeria, alla fine di via Montenapoleone, a poche decine di metri di distanza da piazza San Babila, sarebbero stati dell'est europeo e uno di questi avrebbe puntato un'arma al collo di uno dei dipendenti. Dalla gioielleria sarebbero stati arraffati soprattutto degli orologi. Sul posto sono intervenute numerose pattuglie della questura e in questo momento sono in corso i rilievi da parte della scientifica. Nella via sono presenti numerose telecamere di videosorveglianza. 



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domenica 1 luglio 2018

Cocaina: Sgarbi inventa il festival

Cocaina: Sgarbi inventa il festival

"Nell'arte, come in letteratura, occorre essere 'stupefacenti'". 
Lo ha detto Vittorio Sgarbi, deputato alla Camera, 
annunciando la nascita a Sutri, città della quale è stato eletto sindaco alle ultime amministrative, di 'Cocaina', una nuova rassegna d'arte e letteratura.

"Abbiamo deciso di fare un gemellaggio con Viterbo - ha spiegato Sgarbi - dove si svolge il celebre festival 'Caffeina', programmandone uno parallelo a Sutri denominato 'Cocaina', anche con l'intendimento di ribadire che l’unica vera 'droga' è la bellezza. 
E che nell'arte come in letteratura occorre essere 'stupefacenti'".

Il Festival 'Caffeina' collabora attualmente con Sutri 
programmando alcuni spettacoli nella città amministrata da Sgarbi.


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venerdì 15 giugno 2018

Robbie Williams mostra il dito medio in Diretta tv

Robbie Williams col dito medio in diretta tv

La pop star britannica Robbie Williams ha scioccato il mondo mostrando il dito medio - a uso e consumo delle telecamere sul campo - nel corso della sua performance per l'apertura dei mondiali di calcio, allo stadio Luzhniki di Mosca. Un dettaglio che dallo stadio non si è percepito ma che ha poi fatto il giro del web. I grandi network russi non hanno dato grande risalto alla cosa ma già si rincorrono le speculazioni. Per la testata Lenta quello di Williams è un "insulto ai russi" mentre invece RBK, affidabile agenzia russa, sottolinea come Williams, nel mostrare il dito, 
abbia detto "I did for free", ovvero "l'ho fatto gratis". 
Forse un riferimento alle accuse venute dalla Gran Bretagna 
di essersi "venduto ai russi".


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Pd al Nazareno, decreti ingiuntivi per 60 Morosi

sede Pd al Nazareno

Anche Piero Grasso deve 83 mila euro

ex presidente del Senato Pietro Grasso

Il Pd chiude e approva il bilancio 2017 con un utile di circa 500 mila euro, grazie anche alla cassa integrazione per i 180 dipendenti che ha fatto risparmiare milioni di euro al Nazareno. Le casse del partito erano in profondo rosso, non solo a causa dei costi del personale e delle campagne referendarie ed elettorali, ma anche per i mancati pagamenti del contributo mensile da 1.500 euro che ogni parlamentare è tenuto a versare al partito. I morosi hanno fatto salire il debito fino a 1,6milioni. Così il tesoriere Francesco Bonifazi, assistito da un pool di avvocati, ha fatto partire una sorta di Equitalia interna per recuperare i crediti. Sono scattati così ben 60 decreti ingiuntivi nei confronti dei morosi. Tra questi, in cima alla lista per il debito più alto, c’è l’ex presidente del Senato Pietro Grasso, che pur essendo stato eletto con il Pd nel 2013 non aveva mai pagato i 1.500 euro mensili, arrivando a 83.250 euro di debito. «Abbiamo provato a risolvere questa spiacevole situazione in maniera amichevole, con più tentativi — spiegano dal Nazareno — ma non avendo ottenuto alcun effetto siamo stati costretti a rivolgerci al tribunale». Sui 60 decreti ingiuntivi totali, il giudice ha già dato esecuzione in 10 casi: l’ex deputato lettiano Marco Meloni dovrà versare al Pd quasi 10 mila euro; Simone Valiante (corrente di Emiliano) ben 50 mila; 
Vaccaro altri 43 mila e Giovanna Palma 19 mila

«I soldi recuperati al fondo per i lavoratori dem»

«Questo risultato sottolinea l’attenzione che il partito ha avuto nella gestione, nonostante la difficoltà che stanno vivendo i nostri lavoratori in cassa integrazione», spiegano i vertici del Pd. E poi: «Il recupero delle somme dovute dai parlamentari morosi sta producendo gli effetti desiderati. Degli oltre 60 decreti ingiuntivi richiesti, per un totale di circa 1.600.000 euro, ne sono stati emessi una larga parte, peraltro, riconoscendo l’immediata esecutività del credito. Questi proventi saranno destinati in favore dei lavoratori in cassa integrazione».





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lunedì 4 giugno 2018

Maroni e Salvini su Facebook con il boss e l'amica

Matteo Salvini su Facebook con il boss e l'amica


Attivista della Lega, vicina all'esponente di una famiglia 
ai vertici della 'ndrangheta e a rappresentanti lombardi del partito, 
prima delle ultime elezioni si è fatta fotografare con il futuro ministro dell'Interno.

DI FABRIZIO GATTI  http://espresso.repubblica.it/

Maroni su Facebook con il boss e l'amica


Marta Prato con Salvini, Mariani e Umberto Cristello esponente di una famiglia di 'ndrangheta

Lei, con i capelli biondi a caschetto, si chiama Marta Prato. È un’attivista della Lega. E nel suo piccolo ha contribuito al successo del partito: eccola in fotografia, durante l’ultima campagna elettorale, accanto a Matteo Salvini, allora segretario federale e oggi ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio. L’altro nella foto è l’amico di entrambe, Giacinto Mariani, che in provincia di Monza e Brianza è l’ambasciatore del leader leghista. Ma sempre lei, la signora Prato, è ugualmente molto amica di Umberto Cristello, esponente di una famiglia ai vertici della ‘ndrangheta al Nord. Uno che, come ha scritto la Direzione distrettuale antimafia di Milano, faceva arrivare bancalate di cocaina: eccoli insieme a una festa all’aperto, Umberto e la bionda attivista sorridenti con il bicchiere di birra in mano, oppure nella discoteca di cui è comproprietario Mariani, o seduti al ristorante, con il boss calabrese cresciuto in Lombardia che si nasconde dietro a un calice di vino.

Il senatore Salvini, eletto il 4 marzo proprio in Calabria e da oggi capo del Viminale, è sicuramente all’oscuro delle frequentazioni della sua volontaria brianzola. Ma queste foto rivelano cosa si nasconde, in mezzo a milioni di sostenitori, sotto la base elettorale della Lega: proprio nel momento in cui Salvini ha unito sia il voto di protesta da Nord a Sud, 
sia i militanti di estrema destra sparsi per l’Italia.

Le immagini le trovate sulla pagina Facebook di Marta Prato, finora accessibile a tutti. Basta cliccare l’album fotografico e sulla stessa schermata vedrete: lo scatto con Salvini, lei di nuovo con Cristello, poi abbracciata all’amico Mariani, a cena con l’europarlamentare Angelo Ciocca e il deputato Paolo Grimoldi, segretario nazionale della Lega Lombarda. E ancora Marta Prato con il cartello blu “Salvini premier”. Oppure accanto all’allora presidente della Regione, Roberto Maroni, o bene in vista con l’attuale vicepresidente lombardo, Fabrizio Sala di Forza Italia, immortalati il 5 febbraio, un mese prima del voto regionale. Ed eccola perfino con Ilaria Cerqua che ancora non è sindaco, ma solo la candidata di destra alle prossime amministrative del 10 giugno a Seregno: la cittadina di mobilieri vicina a Monza è il collegio elettorale brianzolo che il 4 marzo ha dato quasi il 30 per cento alla Lega e il 49 per cento alla sua coalizione.

Marta Prato fotografa con il telefonino. E pubblica tutto su Facebook. La mania dei selfie ci rivela così una Lega a due facce: Salvini, neo ministro dell’Interno, che all’anniversario della strage di Capaci scrive «la mafia mi fa schifo e se avrò l’onore di andare al governo, la combatterò con ogni sforzo e con ogni mezzo» e, contemporaneamente, il suo ambasciatore abbracciato all’amica di un esponente della famiglia Cristello.

A Seregno Giacinto Mariani, 53 anni, è stato due volte sindaco e poi vicesindaco. Fino allo scandalo di cinque mesi fa. Lo scorso autunno la giunta si è dovuta dimettere in blocco perché con Mariani, l’allora sindaco Edoardo Mazza e altri amministratori sono finiti sotto inchiesta per presunti favori a un costruttore calabrese, Antonino Lugarà, che nel frattempo è stato intercettato in Brianza mentre chiede altri favori al nipote del boss della ‘ndrangheta, Giuseppe Morabito, il famoso Peppe Tiradrittu.

La fotografia con Matteo Salvini risale all’inizio della campagna elettorale. La sera del 5 settembre 2017 il leader è in Brianza a diffondere il suo slogan: «Salvini premier». E Marta Prato lo incontra con Mariani, che in quei giorni, gli ultimi prima della retata della Procura di Monza, è ancora vicesindaco. Seguendo il diario delle immagini, il 26 agosto l’amica di Mariani passa la serata con Umberto Cristello, 51 anni, già condannato due volte, originario della provincia di Vibo Valentia, ma da tempo residente con tutta la famiglia patriarcale tra Seregno e Mariano Comense, nel cuore della Brianza.

Il primo settembre la signora e l’esponente della famiglia ai vertici della ‘ndrangheta si rivedono e festeggiano la fine dell’estate al Molto Club di Carate Brianza, discoteca di cui è comproprietario proprio l’ambasciatore di Salvini. Il 4 settembre, Giacinto Mariani e l’amica di Cristello accompagnano alla festa della Lega a Seregno l’allora presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Il 5 arriva Salvini. La sera del 6 settembre Prato, Mariani e il segretario nazionale della Lega Lombarda, il deputato Paolo Grimoldi, partecipano insieme alla campagna per il sì al referendum sull’autonomia regionale. Il 24 settembre lei pubblica un’altra foto di Cristello. Gli amici politici si rivedranno, tranne Salvini, alla cena del primo dicembre in un ristorante, sempre a Seregno: ecco Mariani, ormai indagato, l’onorevole Grimoldi, rieletto il 4 marzo, l’europarlamentare Ciocca. E l’immancabile Marta Prato.

Il 22 dicembre l’amica sente il bisogno di pubblicare una nuova immagine di lei con Umberto Cristello. Questa volta sono al ristorante Dorsia di Seregno, altro locale i cui proprietari sono soci di Mariani nella discoteca Molto Club. Si avvicina domenica 4 marzo e il segretario-onorevole-candidato Grimoldi chiude la sua campagna elettorale al Noir, nightclub della zona di cui sono titolari altri soci di Mariani nella sua discoteca. Il luogo, però, non è famoso per questo: ma perché in passato offriva champagne e serate gratis ai boss della ‘ndrangheta, poi arrestati nell’operazione Infinito. Il partito del ministro dell'Interno non ha trovato di meglio per incontrare 
i suoi elettori a 36 ore dall'apertura dei seggi.

Oltre a Salvini, anche Grimoldi, Sala, Ciocca, Mariani e Cerqua, fino a prova contraria, sono ignari delle frequentazioni dell’attivista. Ma il sottofondo politico qualche domanda la impone. Umberto Cristello, interpellato anche sulle pendenze giudiziarie per una condanna in primo grado per associazione mafiosa, risponde così: «Non sono affari suoi». Marta Prato: «Non devo rendere conto a nessuno. Quindi, cortesemente, ti chiedo di pensare alla tua vita e non alla mia». Giacinto Mariani: «La diffido formalmente dal proseguire questo atteggiamento 
fortemente provocatorio nei miei confronti».

Umberto Cristello e la sua famiglia riempiono decine di pagine nelle operazioni Infinito, Ulisse, Tenacia e Quadrifoglio. «I Cristello», racconta il collaboratore Antonino Belnome rivelando il ruolo di Umberto, «erano i numeri uno della zona. All’epoca io ho visto portare bancalate di cocaina». Ci sono poi le indagini concluse con l'arresto di Paolo De Luca, 48 anni, accusato di essere il riferimento in Lombardia del clan Mancuso di Limbadi, presunto capo della cosca di Seregno schierata proprio contro i Cristello. Secondo gli accertamenti De Luca, con il fratello Giuseppe, in Brianza avrebbe il monopolio della sicurezza sui locali: sarebbero loro a proteggere bar e discoteche come il Noir. Ma Umberto Cristello fa paura. Il 29 giugno 2016 l'amico di Marta Prato esce dal carcere in libertà vigilata. E il pubblico ministero Paolo Storari, della Direzione distrettuale antimafia di Milano, trascrive questa breve conversazione intercettata ai telefoni: «Umberto è uscito, lo sai? Non ti devi fidare mai tutto di lui. Che dei Cristello è il più pericoloso».

Aggiungono i magistrati della Dda di Milano: «Cristello Umberto ha due precedenti penali per reati tipici di chi opera in contesti mafiosi, ovvero:  una condanna per detenzione e porto di una pistola con il relativo munizionamento e una successiva condanna a dieci anni di reclusione... relativa a un’attività continuata di spaccio». La sua amica Marta Prato nel frattempo conferma il suo sostegno a Salvini. Lunedì 28 maggio, dopo il momentaneo stop al governo Lega-5 Stelle, ha postato su Facebook il monologo del leader contro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E se il segretario della Lega è ora ministro dell'Interno, bisogna riconoscere il ruolo della base: l'amica del boss, l'ambasciatore e tutti gli altri non hanno mai smesso di avere fiducia in lui.


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La media dei rimpatri è di 6 mila all’anno 
e il costo di ciascuno di questi rimpatri è di 3 mila euro
 (aereo più personale, ovvero due agenti per ogni migrante). 
In definitiva: occorrono da un minimo di 80 a un massimo di 100 anni (!!!) per concludere quella parafrasando Salvini potremmo definire...





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venerdì 1 giugno 2018

I 10 animali più ricchi del mondo

10 animali più ricchi del mondo

In testa, con 133 milioni di euro, c'è il pastore tedesco Gunther IV, 
appartenuto a una contessa tedesca. All'ultimo, con 11, un agnello

La classifica delle eredità più ingenti lasciate ai propri "fedeli" amici.
La scelta della miliardaria americana Leona Helmsley di lasciare 12 milioni di dollari al suo amatissimo maltese Trouble è solo l’ultimo esempio in ordine cronologico di una moda che impazza ormai da anni e che trasforma cani e gatti, ma anche scimpanzè e persino tartarughe in (felici?) ereditieri. 
Ecco la classifica dei dieci animali più ricchi del mondo.

1 – GUNTHER (PASTORE TEDESCO) 133 milioni di euro Nel luglio del 2000 Madonna ha venduto la sua villa di Miami per quasi 7,5 milioni di euro a degli agenti che agivano per conto di un pastore tedesco chiamato Gunther IV, figlio di Gunther III, unico erede della fortuna della contessa tedesca Karlotta Liebenstein che alla sua morte, nel 1992, gli aveva lasciato 63 milioni di euro. Anche Gunther IV ha cominciato subito a fare notizia, come quando lo scorso anno pagò quasi 1.500 euro per un raro tartufo bianco, presentandosi di persona (si fa per dire), insieme a due domestici all’asta di Torino. Stando alle cronache, nel suo portafoglio ci sarebbero proprietà alle Bahamas, in Italia e in Germania, e sul suo sito web il cagnolone viene immortalato in una villa in stile Playboy, fra ragazze in succinti bikini e uomini in jeans bianchi. Ma c’è chi sospetta che sia tutto un bluff.

2 – KALU (SCIMPANZE’) 60 milioni di euro Patricia O’Neil, figlia del Conte di Kenmore e moglie dell’ex campione di nuoto australiano Franck O’Neil, decise di lasciare ogni suo avere all’adorato scimpanzè Kalu, che trovò su un albero fuori dalla casa del console argentino in Zaire. Patricia lo portò a Cape Town in Sudafrica e, dopo l’iniziale trauma, la scimmia divenne la regina incontrastata della casa. Con buona pace del signor O’Neil.

3 – TROUBLE (MALTESE TERRIER)8,8 milioni di euro Neo entrata nella classifica dei pets multi milionari, la dispettosa Trouble (mai nome fu più azzeccato, chiedere al personale di servizio della Helmsley) è abituata ai lussi da sempre: mangia in scodelle d’argento e quando la sua padrona era in vita, pretendeva che la servitù tagliasse e sminuzzasse il cibo (rigorosamente di primissima qualità) e imboccasse la pestifera cagnetta. Quando Trouble morirà, è già stabilito che venga riunita alla sua proprietaria nell’Helmsley Mausoleum.
4 – TINA e KATE (COLLIE) 665 mila euro Alla sua morte (avvenuta un giorno prima che compisse 90 anni), Nora Hardwell ha stabilito che i suoi amati collie, Kate e Tina, potessero vivere il resto della loro vita nel lusso e in piena liberta. Così, ha disposto che avessero la casa di Peasedown St John, vicino a Bath, e 665.000 euro da spendere per i loro bisogni.

5 – JASPER (INCROCIO)221 mila euro Metà labrador e metà doberman, Jasper deve la sua fortuna all’ereditiera Diana Myburgh che lo ha trovato nel canile di Battersea che era ancora cucciolo e se lo è portato nella sua casa di Maunsel House, nel Somerset, dove già c’era Jason (un whippet – incrocio fra un levriero e uno spaniel o un terrier). I due cani hanno fatto compagnia alla donna fino a quando lei è morta nel 1995 e quando anche Jason passerà a miglior vita, 
l’intero patrimonio andrà a Jasper, che ora ha 14 anni.

6 – TINKER (GATTO)150 mila euro Non avrà mai problemi per latte o biscotti, il nero Tinker, a cui la vedova Margaret Layne, morta nel 2003 a 89 anni, ha lasciato un fondo fiduciario di 150.000 euro, oltre alla casa nel Middlesex, dove il gatto avrà libero accesso per 21 anni (o fino alla sua morte). Ma non sempre i soldi danno la felicità e pochi mesi dopo la morte della Layne, sono cominciate ad arrivare minacce di morte a Tinker, che è stato trasferito in un posto sicuro nel Galles.

7 – PORGY, PRIDE, JOY e RONALD (GATTI)26 mila euro a testa. La regina delle librerie Christina Foyle è morta nel 1999 e ha lasciato precise disposizioni testamentarie per i suoi gatti, affidati alle cure della sua governante, che ha comprato una nuova casa per la famiglia di felini 
nell’Essex e ora vive lì con loro.

8 – SILVESTONE (TARTARUGA)24,6 mila euro Anche Silvestone – che deve il suo nome quando venne scovata su un prato durante il Gran Premio d’Inghilterra – è una beneficiaria della generosità di Christina Foyle e, a differenza delle altre cinque tartarughe che vivono con il tuttofare della Foyle, Anthony Scillitoe, (a cui sono andati 150.000 euro per il disturbo), l’ultracinquantenaria Silvestone ha scelto di stare con la governante Maureen.

9 – TOP CAT e MATILDA15 mila euro a testa Sono entrati in classifica grazie al lascito del loro proprietario, un libraio in pensione di Aberdeen.

10 – ANGUS (MUCCA) e LARRY (AGNELLO)11,7 mila euro a testa Grazie al fondo da 4,4 milioni di euro creato dalla regina Madre prima di morire, le 150 mucche Angus Abeerdeen e le 200 North Country Cheviot pecore del Castle of Mey Farm sono forse gli animali più ricchi di Gran Bretagna. Ognuno di loro può infatti contare su una fortuna personale di quasi 12.000 euro.


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In Italia non si può fare testamento in favore di Fido

fare testamento in favore di Fido


 Una famiglia su tre vive in casa con un animale e per molte di loro il fine vita rappresenta un’incognita, anche rispetto al destino che spetterà agli animali di cui si stanno prendendo cura. 
I dati, e la preoccupazione,  arrivano dalla Lega Anti Vivisezione che, attraverso il suo vice presidente Roberto Bennati, ha intrapreso un percorso in collaborazione con il Collegio Notarile di Milano per affrontare il tema dei lasciti agli amici pelosi. 
A spiegare l’iter testamentario c’è il notaio Maria Clementina B.

Si può fare testamento in favore di  animali?
«In Italia non è permesso perché l’animale non è riconosciuto come soggetto con capacità giuridica. Quindi non si possono nominare eredi e non si possono fare lasciti direttamente a loro. Ciò che si può fare, invece, è un legato, cioé una donazione post mortem ad un’associazione o ad un ente con l’onere di occuparsi dell’animale secondo i suoi bisogni. Se il soggetto che deve prendersene cura non lo fa, decade automaticamente dal lascito. Personalmente indirizzo i miei clienti verso un ente perché le persone, a volte, possono avere altro da fare o  non hanno voglia di diventare tutori».

Qual è l’iter da seguire?
«Basta andare da un notaio che troverà le misure adeguate alla persona e al suo animale. Di solito queste consulenze  vengono offerte gratuitamente».

Ci sono persone che si preoccupano anche del “fine vita” dei loro amici pelosi...
«Assolutamente sì. Anche per loro basta andare da un notaio per redigere un testamento in cui si lasci scritto se l’animale, per esempio, dovrà essere cremato oppure dove dovrà essere sepolto».

A lei è capitato di redigere questi atti?
«Abbastanza: oggi ci sono molti più animali entrati a far parte delle famiglie».

Si possono estromettere i parenti dai lasciti?
«Assolutamente no. La legge prevede che si sia liberi di disporre solo di una fetta del patrimonio. Tutto il resto spetta automaticamente ai parenti».

Per quanto riguarda invece le separazioni come ci si può comportare con gli animali che vivono nella ex casa coniugale?
«La maggior parte delle separazioni sono consensuali e il Giudice si limita a ratificare gli accordi tra le parti. Basta quindi che la coppia metta per iscritto come intende regolarsi con l’affidamento del proprio animale. A me è capitata una separazione in cui l’animale stava dal lunedì al venerdì con una persona, e il fine settimana con l’altra».


1) Il cane più ricco del mondo
Il cane più ricco del mondo è Gunther IV: 
per lui un patrimonio da 373 milioni di euro tra ville e squadre di calcio.

2) Il gatto più ricco del mondo
Il gatto più ricco del mondo è Blackie, 
con  da 25 milioni di dollari: il suo proprietario era un antiquario inglese, Ben Rea.

3) Il pollo più ricco
Medaglia di bronzo per il pollo Gigoo, 
che ha ricevuto 14 milioni di euro dall'editore Miles Blackwell.

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