mercoledì 27 maggio 2009

Terra Futura

Cos’è Terra Futura?

Terra Futura è una grande mostra-convegno strutturata in un’area espositiva, di anno in anno più ampia e articolata, e in un calendario di appuntamenti culturali di alto spessore, tra convegni, seminari, workshop; e ancora laboratori e momenti di animazione e spettacolo.

Nata dall’obiettivo comune di garantire un futuro al nostro pianeta – e di farlo insieme –, la manifestazione mette al centro le tematiche e le “buone pratiche” della sostenibilità sociale, economica e ambientale, attuabili in tutti i campi: dalla vita quotidiana alle relazioni sociali, dal sistema economico all’amministrazione della cosa pubblica...

Terra Futura vuole far conoscere e promuovere tutte le iniziative che già sperimentano e utilizzano modelli di relazioni e reti sociali, di governo, di consumo, produzione, finanza, commercio sostenibili: pratiche che, se adottate e diffuse, contribuirebbero a garantire la salvaguardia dell’ambiente e del pianeta, e la tutela dei diritti delle persone e dei popoli.

È un evento internazionale perché intende allargare e condividere la diffusione delle buone pratiche a una dimensione globale; perché internazionali sono i numerosi membri del suo comitato di garanzia, la dimensione dei temi trattati e i relatori chiamati ad intervenire ai tavoli di dibattito e di lavoro; infine, perché lo sono i progetti e le esperienze presenti o rappresentati ampiamente nell’area espositiva, che ospita realtà italiane ed estere.

Numerosi e importanti i consensi raccolti negli anni. Oltre 94.000 i visitatori dell’edizione 2008, 550 le aree espositive con più di 5000 enti rappresentati; 160 gli eventi culturali in calendario e 850 i relatori presenti, fra esperti e testimoni di vari ambiti di livello internazionale.

La sesta edizione di Terra Futura si svolgerà sempre alla Fortezza da Basso, a Firenze, dal 29 al 31 maggio 2009.

ORARI:
venerdì 29 maggio ore 9.00-20.00
sabato 30 maggio ore 9.00-22.00
domenica 31 maggio ore 10.00-20.00

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lunedì 25 maggio 2009

intervista a Dio

intervista a Dio

Ho sognato di fare un intervista a Dio.
E così vorresti intervistarmi chiese Dio?
"Se ne hai il tempo"risposi
Dio sorrise:
"Il mio tempo è l'eternità"
"Che domande hai in mente per me?"
"Che cosa ti sorprende di più degli uomini?"
Dio rispose:
"Che si stancano di essere bambini,hanno fretta di crescere e poi....vorrebbero tornare bambini!"
"Che perdono la loro salute per fare soldi e poi perdono i loro soldi per riacquistare la salute"
"Che pensano con ansia al futuro,dimenticando il presente;così che non vivono nè il presente nè il futuro."
"Che vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto"
La mano di Dio prese la mia,e rimanemmo in silenzio per un pò.
E dopo io chiesi:
"Quali sono le lezioni della vita che vuoi dare ai tuoi figli?"
Dio rispose con un sorriso:
"Voglio che imparino che non possono costringere nessuno ad amarli.Ciò che possono fare è amare senza riserve e lasciarsi amare."
"Voglio che imparino che non è bene paragonarsi agli altri.
Che la persona ricca non è quella che guadagna di più,ma chi ha bisogno solo dell'essenziale"
Imparino a dimenticare praticando il perdono.
Sappiano che ci sono persone che li amano profondamente,ma semplicementenon sanno come esprimereo mostrare i loro sentimenti.
Imparino che due persone possono osservare la stessa cosa ma vederla in due modi diversi"
"Grazie per il tuo tempo dissi io umilmente"
"C'è qualcos'altro che vuoi che i tuoi figli sappiano?"
Dio sorrise e disse:
"Sappiano che sono qui"
"SEMPRE"
(Neale Donald Walsch)
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NOTEBOEK



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venerdì 22 maggio 2009

Dubai inaugura l'ambulanza più grande al mondo




Emirati/ Dubai inaugura l'ambulanza più grande al mondo, 18 metri
Ospedale a 4 ruote per soccorre sul posto vittime incidenti.

- Una vero e proprio ospedale su quattro ruote concepito per soccorrere e curare sul posto i feriti dei grandi incidenti stradali. Si tratta della più grande ambulanza del mondo "lunga 18 metri" fornita all'emirato di Dubai dall'industria tedesca dietro progettazione di tecnici locali.
"Il guinness dei primati è avvertito", afferma il sito web della tv al Arabiya che pubblica oggi un immagine del veicolo attrezzato per "prestare soccorso medico contemporaneamente a 44 feriti", come assicura, Khalifa Bin Dari, direttore esecutivo del pronto soccorso del ricco emirato del Golfo.
Sistema di comunicazione? Avveniristico: "internet, fax e videocamere collegate ai satelliti trasmettono i dati da e per gli ospedali locali e all'estero", afferma Bin Dari che orgoglioso per il fiore all'occhiello della sua struttura aggiunge: il tetto del veicolo è adibito a pista d'atterraggio per gli elicotteri che trasportano i feriti gravi che vengono subito calati nell'abitacolo per essere prontamente operate".
L'equipaggiamento? Di tutto rispetto: dal monitoraggio dei pazienti (ampio raggio, compreso Elettrocardiogramma e sensori di saturazione dell'ossigeno nei tessuti) al trattamento delle ferite. In pochi minuti il medico 'di guardia' nell'ambulanza può conoscere l'esatto stato dei danni riportati dal paziente, molto prima dell'arrivo in ospedale. Altre diagnosi sono possibili grazie all'equipaggiamento ad ultrasuoni e a raggi X: nella fattispecie, questi veicoli sono dotati della più piccola unità radiologica del mondo: le immagini delle radiografie sono visualizzate in tempo reale sui monitors, non rendendo necessarie le lastre.
La fornitura di ossigeno su luoghi funestati da incidenti è la maggiore sfida per i veicoli da primo soccorso: la mega ambulanza di Dubai può trasportare fino a 12.000 litri di ossigeno, una fornitura sufficiente per ben 3 giorni di attività. Come per gli aerei, la semplice pressione di un tasto fa 'cadere' dal soffitto del veicolo le maschere d'ossigeno necessarie.
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"Milionari" in fuga per l'errore di una banca




Nuova Zelanda/ "Milionari" in fuga per l'errore di una banca
Westpac Bank accredita su loro conto 4,4 milioni di euro


Wellington, 21 mag. (Ap) - La polizia neozelandese ricerca attivamente una coppia che è scomparsa senza lasciare traccia dopo che la sua banca per errore le ha accreditato sul conto 10 milioni di dollari neozelandesi (4,4 milioni di euro).
La coppia, che gestisce una pompa di benzina a Rotorua, sull'isola del Nord, aveva fatto alla Westpac Bank la richiesta di un prestito di 10.000 dollari neozelandesi (4.420 euro), ma si è vista accreditare - con la semplice erronea aggiunta di tre zeri - una cifra superiore di ben mille volte. La coppia ha allora ritirato una parte cospicua di questa "manna" dal cielo prima di scomparire nel nulla, ha spiegato David Harvey della polizia neozelandese.
Harvey ha precisato che è stata allertata anche l'Interpol, lasciando intendere che la coppia potrebbe essere fuggita all'estero. "Attualmente stiamo conducendo un'inchiesta sulle persone che potrebbero essere implicate nel ritiro di questo denaro", ha aggiunto Harvey.
Da parte sua, la WestPac Bank si è limitata a pubblicare un comunicato nel quale promette di agire "con ogni zelo per recuperare il denaro rubato".

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Brindisi con acqua riciclata da urine



Spazio/ Brindisi con acqua riciclata da urine
Dopo analisi Nasa autorizza uso " Water Recovery System"

Washington, 21 mag. (Apcom) - Un brindisi doppiamente inusuale quello degli astronauti della Stazione Spaziale Internzionale "Alpha": primo perché a base di acqua, secondo perché la suddetta acqua è stata ottenuta dal nuovo impianto di riciclo delle urine, dal costo di 250 milioni di dollari.
Il " Water Recovery System" è in realtà al secondo tentativo di funzionamento: dopo una prima riparazione, i venti litri di acqua riciclata prodotti dalla macchina sono stati riportati sulla terra e analizzati in laboratorio prima che la Nasa autorizzasse l'equipaggio a brindare.
Il nuovo sistema permetterà di raddoppiare il numero di astronauti di equipaggio, portandoli a sei e producendo 6,8 tonnellate di acqua potabile l'anno; inoltre, sarà possibile sperimentare una delle tecnologie necessarie per le missioni spaziali con equipaggio a lunga durata, come quelle previste su Marte.

martedì 19 maggio 2009

L'arte della seduzione



Casanova amava dire che dentro al suo cuore c’era troppo amore per una sola donna. Sembra una bella frase, detta così. Una di quelle massime da citare all’occorrenza, quando hai già buttato a mare ogni ancora di salvezza e non ti resta più nulla dove aggrapparti. Ma quando vedi le donne di Manara finisci per dare un senso compiuto a queste parole. E capisci che la bellezza ti spinge fuori dall’anima un incontenibile desiderio di possesso. Perché le donne di Manara, come tutte le più belle cose che ci sono a questo mondo, ti tormentano allo stesso modo della febbre che sale in una notte d’estate.
Dopo che le hai viste per la prima volta, le cerchi in ogni angolo di strada sperando d’incrociare il loro sguardo. Hai voglia di perderti negli occhi di Claudia e sfiorare le gambe di Valeria nella confusione di un supermercato, ci sono volte che baci il palmo della mano sognando le labbra di Miele. Ci sono momenti in cui vorresti conquistare il loro cuore, fare tutto ciò che fece Orlando per avere a sé la bella Angelica. Altri attimi in cui invece, abbandoni le armi e l’amor cortese e ti resta soltanto la voglia di portarle fuori a cena, in uno di quei localini alla moda, dove ci sono luci basse che, ti permettono, di allungare la mano sotto il tavolo senza che nessuno ti veda.
Tutto questo perché sono donne bellissime, stelle che brillano di peccato, quelle disegnate da Manara, un signore che ha il pregio di essere uno di quegli intellettuali raffinati che oggi sembrano scomparsi per chissà quale strano scherzo del destino. Uno che quando c’è l’hai vicino ti chiedi perché i grandi come lui hanno il dono dell’umiltà, mentre su questa terra tutte le mezze cartucce volano sempre tre metri sopra il cielo.
Uno che se guardi bene la sua vita è un insieme di pezzi di novecento, tenuti insieme sopra un foglio di carta. Pezzi di storia e di vita consumati insieme a Fellini e Pratt, Almodovar e Jodorowsky. Compagni di strada che emergono dai suoi racconti, pezzi di vita tirati fuori come se venissero portati a galla dall’alta marea. Mentre le sue donne, oggi celebri in tutto il mondo, sono desiderate e sognate come grandi attrici di un tempo, famose come Marylin e la Loren. Accantonate vicino alle grandi dive di ogni epoca. Niente male per uno che le paragona alle attricette di un calendario per camionisti. Niente male davvero.
Peccato soltanto che quelle donne non esistono.

È vero che parla con le sue donnine?

Quando uno disegna intesse sempre un dialogo con il soggetto che sta realizzando, perché il disegno, specialmente di queste donnine, è come una specie di viaggio, un percorso obbligato che si deve fare seguendo delle linee esatte, quasi obbligate. Ogni deviazione della linea è un errore. “Interrogo” il segno, affinchè mi faccia un pochino da navigatore, in maniera tale che la mano segua il percorso immaginato, ma senza esagerare troppo!

I suoi fumetti sono conosciuti in tutto il mondo proprio grazie a loro, le celebri Pin-up. Che ruolo hanno nelle storie?

Le Pin-up hanno una grande tradizione soprattutto in America ed erano le compagne di viaggio degli uomini soli, come i camionisti, che attraversando praterie sterminate per giorni e giorni attaccavano queste figure bellissime nei loro camion, ma potevano essere anche le compagne dei militari, da sempre i soldati si sono attaccati delle immagini sulle brande o negli accampamenti. Quando quello che fai può avere un ruolo socialmente utile è sempre una benedizione, per cui vale sempre la pena di farlo.

Chi sono le Pin-up?

Sono delle ragazze di buona famiglia, le ragazze della porta accanto che, per un caso fortuito come un colpo di vento, un chiodo malandrino messo male oppure un cagnolino dispettoso si trovano a rivelare le proprie nudità. Ma questo dipende dall’epoca; in certi casi le nudità erano solo le caviglie, queste Pin-up erano sempre delle ragazze molto assennate che in certi casi si trovavano coinvolte in situazioni strane. Io ho voluto conservare questo spirito che è certamente malizioso, però contemporaneamente è anche molto rispettoso della personalità di queste ragazze.

Lei ha avuto la fortuna di conoscere, e lavorare insieme ad Hugo Pratt e Federico Fellini. Che ricorda conserva di entrambi?

Ho un ricordo vivissimo ed attualissimo, per me è come se fossero morti ieri, addirittura, in certi casi, è come se ci fossero ancora. La cosa strana è il fatto che tu li abbia citati insieme, questo mi fa venire in mente un episodio particolare: nel ‘95, un anno dopo la morte di Fellini, a Roma, c’è stato uno spettacolo per celebrarlo, di cui io ne avevo fatto le scene e i costumi. Questo spettacolo è andato in scena il 20 agosto. Proprio quel giorno è morto Hugo Pratt. Entrambi sono stati accomunati da strani fenomeni. Il ricordo… c’è un ricordo di tipo pubblico, le loro opere, i film, i fumetti, che appartengono tutti. Naturalmente, avendo avuto il privelegio di conoscerli, e di aver lavorato insieme, i ricordi sono tanti e si possono soltanto immaginare.

[Un ringraziamento particolare a Janine Cukierman, agente del Maestro Manara, che con la sua gentilezza ci ha permesso questa bella intervista.]

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lunedì 18 maggio 2009

Due gemelli nati da padri diversi

Due gemelli nati da padri diversi la madre:"Sono scioccata"
Mia Washington si lamenta: "Ma doveva capitare proprio a me?"

© APCOM
Roma, 18 mag. (Apcom) - Certo, per Mia Washington, madre texana di due gemelli maschi di 11 mesi, è stato a dir poco uno shock apprendere che i suoi due figli hanno due padri diversi. E invece è proprio quanto i test della parternità hanno rivelato. "Di tutte le persone che vivono in America e nel resto del mondo, doveva capitare proprio a me", ha detto, intervistata da Fox News. "Sono davvero scioccata".
Insieme al convivente, Mia aveva notato che i suoi due figli, Justin e Jordan, presentavano in effetti tratti del volto piuttosto differenti. Di qui, i test sulla paternità, che hanno dimostrato che i due gemelli hanno due padri diversi. Il tutto è stato spiegato con la presenza di due ovuli che sono stati fecondati da due sperma diversi, creando - c'è una probabilità del 99,99% - che i gemelli nascessero da due padri diversi. E così è per l'appunto accaduto.
Gli specialisti del laboratorio di Dna di Dallas, in Texas, hanno ammesso di non aver mai visto risultati simili. Washington è stata costretta a confessare che in effetti aveva avuto un'altra relazione. "E' pazzesco", ha affermato dal canto suo Genny Thibodeaux, direttore generale di Clear Diagnostics. "La maggior parte della gente non crede che una cosa del genere possa accadere, invece è così".
I medici parlano del caso come di superfecondazione etero paterna, che si verifica molto raramente, tanto che i casi presenti nel mondo sono davvero pochi.

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martedì 12 maggio 2009

Il linguaggio dei fiori - mughetto -



Il linguaggio dei fiori
I fiori raccontano l' innocenza, la felicità ritrovata, la buona sorte



Tutti gli esseri viventi, siano essi uomini, animali oppure piante, si esprimono nel modo a loro più consono, comunicano con il mondo che li circonda, a volte volontariamente altre in maniera inconscia. Anche i fiori hanno una propria intrinseca capacità comunicativa che dipende dal tipo, dalla varietà e dal colore che li contraddistingue. Queste valenze sono state attribuite ai fiori nel corso dei secoli da poeti, da leggende tramandate di generazione in generazione, da studiosi. I fiori comunicano attraverso un proprio linguaggio, frutto dei valori assegnati loro dall’uomo

I fiori di mughetto sono penduli profumati, bianchi e campaniformi e iniziano a fiorire intorno a marzo, è un fiore che cresce spontaneamente nei boschi di latifoglie. Questo fiore simboleggia la felicità che ritorna, infatti, essendo un fiore che sboccia a maggio simboleggia la primavera, annuncia la fine dell'inverno e dunque di ogni pena con il ritorno della serenità

Si dice che l'usignolo a primavera aspetti le fioriture del primo mughetto per volare nel bosco a celebrare i suoi amori, i monaci, invece, usavano adornare l'altare con il mughetto che chiamavano "scala per il paradiso" per la particolare forma delle sue campanelle disposte come gradini lungo le scale


Molte sono le leggende che si narrano intorno a questo fiore. Ad esempio si racconta che il mughetto è stato caro a Mercurio, poiché il suo profumo inebriante rinforza il cervello e acuisce la memoria

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lunedì 11 maggio 2009

Sms, Speriamo non Mi Scopra

Sms, Speriamo non Mi Scopra



di Fabio Miceli



Inutile perdere venti minuti di tempo alla ricerca delle parole giuste da scrivere in un sms. Secondo studi statunitensi i messaggini contengono ben più della “sola” che stiamo cercando di “vendere” e sono in grado, seppur brevi, di rivelare forti tratti della personalità del mittente. E di metterlo a nudo. Perchè fingere modestia o saggezza, camuffarsi timidi, travestirsi da aggressivi o fare finta di essere innamorati, vincono naturalezza e spontaneità. E’ proprio da uno studio sui fidanzati che i ricercatori dell'Università della California Los Angeles (Ucla) hanno tratto queste conclusioni. Nei testi inviati da 70 coppie esaminate la parola "io", per esempio, veniva usata in media 20 volte più spesso di "noi" e i piccioncini che esprimono un'emozione (usando parole come “grande”, “felice” e “amore”) sono i protagonisti delle storie più durature.



Per quanto riguarda le donne, quelle propense ad usare la parola "io" sono circa del 30 % più stabili e innamorate delle altre perché “ciò dipende dal fatto che si tratta di ragazze sicure di sé e della propria storia d'amore” – rivela un portavoce dell’ateneo californiano -, che dunque trovano nell'altro non sono un fidanzato ma un amico con il quale sfogarsi. Le donne in genere tendono a essere più espressive dal punto di vista emozionale e quando riescono ad aprirsi pienamente sono anche più felici a livello di coppia.
Pessima tecnica per gli uomini si rivela quella dell’uso del sarcasmo. Prenderla sul ridere durante il naufragio della storia trapela chiaramente un totale disinteresse nei confronti della storia d’amore al capolinea.



Diversi libri si sono occupati scherzosamente del tema, fra i più recenti ricordiamo "Sms. Solo Maschi Super. Come capire gli uomini dai loro sms" di Monica D'Ascenzo e Chiara Di Cristofaro in cui le autrici ironizzano sui difetti del sesso maschile partendo proprio dal modo in cui essi scrivono i messaggi, e "Uomini e amori - Gioie e dolori", dove Damiano Mazzotti costruisce un intero romanzo a colpi di sms tra partner, in una sorta di cronistoria digitale. Più seriamente ben tre discipline si occupano di esaminare i testi in profondità con l’intento di cogliere e lasciare affiorare l'insieme degli elementi descrittivi "non manifesti" sottostanti alla punta dell'iceberg informativo: la prima indaga sulla provenienza o meno della grafia dalla mano di una determinata persona (esame peritale e verificazione forense); la seconda ha come focus la definizione delle attitudini psicologiche o del potenziale del soggetto scrivente (grafologia); la terza invece punta il mirino sulle restanti informazioni non esplicite presenti all'interno dello stesso testo del messaggio (analisi del contenuto).



Scandagliare con oculatezza le combinazioni di simboli grafici è materia del Dr. Fausto Brugnatelli specializzato in Psicologia della scrittura, Grafologia Forense e Psicologia della scrittura nell'età evolutiva. Ormai fra i più autorevoli nel campo in cui vanta partecipazioni alla ricerca scientifica di settore con pubblicazioni su riviste italiane ed estere.



Dottore cosa si nasconde dietro un semplice sms?
L'argomento è molto complesso, visto che si tratta di un messaggio per sua natura veloce (dunque sintetico). Tuttavia, come tutti i messaggi scritti, può essere decodificato sotto diversi profili. Tanto per dirne una: il preciso sarà quello che non si permetterà di fare abbreviazioni nel testo, né tanto meno errori ortografici (non rinunciando nemmeno all'apposizione della punteggiatura). Il pratico (o lo sciatto) saranno al polo opposto, con abbreviazioni in quantità (es.: qtà), errori ortografici a iosa, mancanza totale di punteggiatura, mancanza di saluti e/o di firma. Il buon livello di sintassi è - come ulteriore esempio - indice di buon livello culturale. Non si applica però il contrario (cattiva sintassi = scarso livello di acculturazione, per i soliti motivi di velocità di trasmissione del messaggio)


Per i grafologi in erba, come si esamina un messaggio?
In avvio viene effettuata un'analisi di tipo quantitativo - allo scopo di determinare, con dati percentuali, quali siano le parole o le espressioni più frequentemente utilizzate dallo scrittore. Già da questo risultato statistico possono essere sviluppate alcune ipotesi in ordine ai diversi temi (non immediatamente manifesti) contenuti nella comunicazione.
In seguito si passa solitamente ad un'analisi di tipo qualitativo, con la messa in relazione dei diversi elementi riscontrati e con l'individuazione dei punti di maggiore interesse inconscio per lo scrittore. In questa operazione di combinazione dei fattori è importante tenere sotto controllo non solo i dati che concordemente indirizzano verso alcune prospettive di decodificazione del messaggio, ma anche gli elementi di contrasto o di vera e propria contrapposizione che possono emergere all'interno dell'analisi del testo.


In quali campi o professioni si rende indispensabile un ottima codificazione degli scritti?
L'analisi del testo contenuto in un messaggio rappresenta un ottimo strumento per accrescere il livello di comprensione della comunicazione scritta. Sebbene tale metodo di studio risulti ancora poco diffuso in Italia, in altri paesi (quali Stati Uniti e Germania, ad esempio) viene ampiamente utilizzato per l'approfondimento e la raccolta di preziose informazioni tanto in campo criminologico, quanto in campo psicologico.



L’analisi riguarda il prodotto della scrittura che però è solo il risultato di un ben più complesso meccanismo neurologico…
Si la scrittura rappresenta il prodotto finale di un atto complesso, nel quale intervengono diverse componenti: in origine vi sono una serie di impulsi nervosi scaturiti dal cervello; questi segnali vengono trasferiti - secondo i meccanismi della fisiologia umana - lungo il braccio, la mano l'avambraccio e per arrivare fino alle dita, dove sono tradotti in simboli grazie al preventivo apprendimento ed uso di un alfabeto. All'interno di questo percorso si intersecano altri importanti fattori quali l'emotività del soggetto scrivente, la sua organizzazione psicologica complessiva, l'abitudine al gesto grafico, i condizionamenti di carattere culturale, lo stato di salute. Le lettere usate e il nostro modo di scrivere dunque rappresenta una vera e propria impronta digitale ogni persona - nata con uno specifico patrimonio genetico, addestrata all'uso della penna attraverso un determinato apprendimento scolastico, cresciuta con esperienze personali inimitabili, modellata nella sua unicità attraverso un particolare percorso evolutivo - elabora senza rendersene conto una propria modalità di scrittura (o di firma), unica ed irripetibile.



Sembra incredibile avere la capacità di conoscere le persone senza nemmeno avere bisogno di incontrarle, scambiare con loro due chiacchiere, vedere come si muovono o si vestono. Attenzione dunque, informarsi bene sul destinatario prima di schiacciare “invio”. Specie se è un partner, potrebbe essere in grado di capire che “Scusami ti chiamo dopo sono in chiesa” sia una scusa ben poco credibile…

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venerdì 8 maggio 2009

giovedì 7 maggio 2009

IL MIO DIVO PREFERITO



x vedere il video spegni la radio <-------------

FINALMENTE SOLA , CON IL MIO DIVO PREFERITO ...............AHAHHAHAAHAH


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ODIO E AMORE



X VEDERE VIDEO SPEGNI LA RADIO <----------------------

ODIO E AMORE


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lunedì 4 maggio 2009

poliziotti di cartone per risparmiare





Con i tempi che corrono, bisogna ricorrere a qualsiasi cosa pur di fare quadrare i conti. Così hanno pensato in Inghilterra, dove hanno introdotto dei poliziotti di cartone per risparmiare.





Sappiamo benissimo che mantenere le forze dell’ordine per lo Stato è uno sforzo economico non indifferente. Ma non solo dal lato finanziario, ma anche dal punto di vista umano.

In questo periodo di recessione globale, purtroppo non per i malviventi, in Inghilterra hanno avuto l’idea di ovviare a questo problema sostituendo i poliziotti in carne ed ossa con quelli finti in cartone, ad altezza naturale ed equipaggiati come quelli veri: pettorina catarifrangente, radiolina sulla spalla, elmetto da bobby (come sono qui chiamati i poliziotti) ed alcuni pure con barba e baffi. La polizia britannica ha costituito un vero e proprio “esercito” di questi poliziotti per prevenire furti e borseggi nei luoghi pubblici.

Nelle settimane scorse è stato effettuato un test a Redcar, località del nord-est dell’Inghilterra, in cui sono stai piazzati dei poliziotti di cartone in alcuni negozi per evitare azioni di taccheggio, ed in alcuni distributori di carburante per dissuadere automobilisti che se ne vanno senza pagare il “pieno”. L’idea è che i possibili ladri, pur distinguendo che non sono poliziotti veri, siano comunque scoraggiati dal commettere atti illeciti.

Ma Redcar non è l’unica località inglese ad avere le “prestazioni” di questi insoliti agenti. Come racconta il Daily Mail in un suo articolo, anche nel Derbyshire, nel corso di un biennio, sono stati spesi circa 6.000 sterline in poliziotti di cartone e nelle West Midlands sono stati investiti, per 80 sagome, ben 10.000 sterline.

Tra Inghilterra e Galles, questa soluzione sembra aver successo, sono infatti tredici le amministrazioni di polizia che hanno aderito a questa nuova forma di antitaccheggio.

In alcune circostanze, a quanto pare, qualche locale amministrazione delle forze dell’ordine chiede la collaborazione per l’acquisto dei poliziotti di cartone, attraverso un contributo economico, anche alle attività commerciali. Sembra però che finora nessuno abbia aderito.




Durante le prime uscite di questi manichini, non sono mancati fatti curiosi, come quel poliziotto di cartone piazzato nel mercato di Belper, nel Derbyshire, per prevenire i furti, che dopo qualche ora di sevizio è stato rubato.




Oltreoceano, e più precisamente nel Tennesee, hanno avuto un’idea simile: per sopperire alla carenza di vigili per il controllo del traffico, sono stati realizzati dei manichini ad altezza naturale e con in mano il rilevatore di velocità, da affiancare ai colleghi in carne ed ossa.




Anche dentro i nostri confini nazionali abbiamo un paio di situazioni analoghe. A Bologna sagome di cartone attaccate ai muri e raffiguranti dei poliziotti sono stati visti in alcuni punti della città per cercare di prevenire furti o di persuadere automobilisti indisciplinati.

A Varallo di Sesia, in provincia di Vercelli, ben dieci dei sedici vigili della polizia locale impiegati sono sagome di legno. Il sindaco del paese ha deciso di adottare questo singolare sistema per una ragione di spesa e poi, soprattutto, per scoraggiare gli automobilisti dal piede destro pesante. Da lontano l’automobilista non si rende conto che il poliziotto non è in carne ed ossa e così rallenta. Solo quando è vicino si rende effettivamente conto che è semplicemente una sagoma di legno, intanto però ha moderato la velocità.

Ottima astuzia per combattere una brutta abitudine, risparmiando incidenti, meno multe elevate agli automobilisti e più disciplina verso le regole.


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