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martedì 17 aprile 2018

GABRIEL GARCIA MÁRQUEZ


17 APRILE 2014 moriva GABRIEL GARCIA MÁRQUEZ.

Tante cose ho imparato da voi uomini…
Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata.
Ho imparato che quando un bambino appena nato stringe con il suo piccolo pugno, per prima volta, il dito del padre, lo racchiude per sempre.
Ho imparato che un uomo ha diritto a guardarne un altro dall’alto solo per aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto apprendere da voi, ma in verità a molto non avrebbero a servire, perché quando mi metterete dentro quella borsa, infelicemente starò morendo.
Di’ sempre ciò che senti e fai ciò che pensi.
Se sapessi che oggi sarà l’ultimo giorno in cui ti vedrò dormire, ti abbraccerei forte e pregherei il Signore affinché possa essere il guardianodella tua anima.
Se sapessi che questa è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti bacerei, e ti richiamerei per dartene ancora.
Se sapessi che questa è l’ultima volta che ascolterò la tua voce, registrerei ogni tua parola per poter riascoltarla una ed un’altra volta all’infinito.
Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti in cui ti vedo ti direi “ti amo” senza assumere, scioccamente, che lo sai di già.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra opportunità per fare bene le cose, ma se sbaglio e oggi è tutto ciò che mi resta, mi piacerebbe dirti che ti voglio bene, e che mai ti dimenticherò.
Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio.
Oggi può essere l’ultimo giorno che vedi coloro che ami.
Perciò non aspettare più, fallo oggi, perché se il domani non dovesse mai arrivare, sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio, e che sarai stato troppo occupato per concedere un ultimo desiderio.
Mantieni coloro che ami vicini a te, dì loro all’orecchio quanto ne hai bisogno, amali e trattali bene, prenditi tempo per dirgli “mi dispiace”, “perdonami”, “per piacere“, “grazie”, e tutte le parole d’amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti.
Chiedi al Signore la forza e la saggezza per saperli esprimere; 
e dimostra ai tuoi amici quanto t’importano. 
(parte della lettera di addio con la quale Gabriel García Márquez 
si ritirò dalla vita pubblica per ragioni di salute)

Autore tra i più amati del contesto latinoamericano, 
è stato un esponente di primo piano del realismo magico letterario.

Nato ad Aracataca, in Colombia, il suo nome per esteso è Gabriel José de la Concordia García Márquez. Letto e apprezzato in tutto il mondo, con la sua prosa essenziale e venata di amara ironia ha raccontato le storie di eroi anonimi, sospese tra realtà e fantasia.

Ha iniziato la sua carriera come reporter, poi redattore e critico cinematografico, vivendo tra Inghilterra, USA e Italia. Nel 1967 ha pubblicato il suo capolavoro Cent’anni di solitudine, intriso di storia e cultura popolare sudamericana, che lo ha consacrato tra i grandi della letteratura mondiale.

Nel 1982 gli è stato assegnato il Nobel per la Letteratura «per i suoi romanzi e racconti, nei quali il fantastico e il realistico sono combinati in un mondo riccamente composto che riflette la vita e i conflitti di un continente». Dopo aver sconfitto un cancro, 
nel 2012 gli è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer.

Un’infezione alle vie respiratorie lo ha costretto al ricovero in una clinica di Città del Messico, dov’è scomparso nell’aprile del 2014.
 È ricordato anche per il romanzo L’amore ai tempi del colera, edito nel 1985.


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venerdì 13 aprile 2018

Ragazzo in Fiamme è la Foto dell'Anno

Ragazzo in Fiamme

'Venezuela Crisis', ossia 'Crisi in Venezuela'. E' questo il titolo della foto vincitrice della 60esima edizione del 'World Press Photo', il concorso di fotogiornalismo più prestigioso al mondo, organizzato dall'omonima fondazione no-profit olandese, che ogni anno premia le immagini che hanno documentato e illustrato gli avvenimenti più importanti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. A scattare la foto dell'anno 2018 è stato il fotografo venezuelano Ronaldo Schemidt dell'Agence France-Presse, che il 3 maggio 2017 ha immortalato un ragazzo in fiamme che scappava durante una manifestazione di protesta contro il presidente Nicolás Maduro, a Caracas.

Il 28enne ritratto nella foto, José Víctor Salazar Balza, è stato avvolto dal fuoco dopo l'esplosione del serbatoio di una motocicletta. E' sopravvissuto all'accaduto riportando delle ustioni di primo e secondo grado. Per la giuria del concorso lo scatto - che ha vinto anche il primo posto nella categoria Spot News, immagini singole - simboleggia il paese "in fiamme". "Ho visto una palla di fuoco venire verso di me. Non sapevo cosa fosse. L'ho seguita, scattando delle foto senza fermarmi. Poi ho sentito le urla e ho capito cosa fosse successo. Dieci secondi ed era finita", ha raccontato il fotografo sul blog dei corrispondenti di Afp, "per me la foto rappresenta lo stato del paese. È una crisi umanitaria".


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mundimago
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martedì 10 aprile 2018

Azienda Usa Annuncia il primo Hotel di Lusso in Orbita



Spazio, un'azienda Usa annuncia il primo hotel di lusso in orbita entro il 2021
Entro il 2021 verrà realizzato il primo hotel di lusso nello spazio: è quanto ha annunciato un'azienda di Houston, negli Stati Uniti, che intende mettere a disposizione la sua A.Station (10 per 4,2 metri) per ospitare quattro viaggiatori e due membri di equipaggio per un soggiorno di dodici giorni a 320 chilometri dalla terra. Costo della "vacanza" 9,5 milioni di dollari a testa,
 circa 791,666 dollari a notte.



Depositi restituibili di 80mila dollari si possono già fare online. "Vogliamo portare la gente nello spazio perché è la frontiera finale della nostra civiltà", ha spiegato il fondatore della compagnia, Frank B.. La Orion S. punta a ridurre da 24 a tre i mesi di addestramento necessari per preparare i viaggiatori a visitare lo spazio, abbassando cosi' i costi.








Ai clienti saranno fornite nozioni basilari su volo spaziale, meccanica orbitale e vita in ambienti pressurizzati. La società assicura che i viaggiatori "godranno dell'euforia della gravità zero e parteciperanno a esperimenti di ricerca come far crescere cibo in orbita (con la possibilità di portarlo a casa come souvenir)". Il pacchetto comprende anche "fare festa nell'esperienza di realtà virtuale dell'holodeck (una tecnologia fantascientifica presente nell'universo di Star Trek, ) e stare in contatto o in live stream con i loro cari a casa grazie ad un accesso internet wireless ad alta velocità".




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domenica 8 aprile 2018

8 APRILE 1973 moriva PABLO PICASSO



"A dodici anni dipingevo come Raffaello, però ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino".....L'ambasciatore tedesco domandò a PICASSO vedendo il quadro di GUERNICA: "Avete fatto voi questo orrore maestro?" e lui rispose: "No, è opera vostra".

Il 26 aprile del 1937, la cittadina spagnola di Guernica diventò teatro del primo bombardamento aereo della storia. L’operazione venne ordinata dai comandi nazisti a titolo di esperimento, per valutare le conseguenze di un attacco di quel genere.

La guerra civile che in quegli anni dilagava in Spagna,
 non aveva ancora toccato in nessun modo la città di Guernica. 
A Guernica praticamente non c’erano militari, c’erano solo civili. Il primo bombardamento della storia fece strage di una popolazione inerme, costituita in prevalenza da donne, vecchi e bambini.
Quando la notizia del bombardamento si diffuse tra l’opinione pubblica, Picasso decise di realizzare un quadro che testimoniasse l’atrocità di quel bombardamento.


Pittore spagnolo
DATA DI NASCITA
Martedì 25 ottobre 1881
LUOGO DI NASCITA
Málaga, Spagna
SEGNO ZODIACALE
Scorpione
DATA DI MORTE
Domenica 8 aprile 1973  (a 91 anni)
LUOGO DI MORTE
Mougins, Francia
CAUSA
Attacco cardiaco

Pablo Ruiz Picasso nasce il 25 ottobre 1881, di sera, a Malaga, in Plaza de la Mercede. Il padre, Josè Ruiz Blasco, è professore alla Scuola delle Arti e dei Mestieri e conservatore del museo della città. Durante il tempo libero è anche pittore. Si dedica soprattutto alla decorazione delle sale da pranzo: foglie, fiori, pappagalli e soprattutto colombi che ritrae e studia nelle abitudini e negli atteggiamenti - in modo quasi ossessivo - tanto da allevarli e farli svolazzare liberamente in casa.


Si racconta che la prima parola pronunciata dal piccolo Pablo non sia stata la tradizionale "mamma", ma "Piz!", da "lapiz", che significa matita. E prima ancora di incominciare a parlare Pablo disegna. Gli riesce talmente bene che, qualche anno dopo, il padre lo lascia collaborare ad alcuni suoi quadri, affidandogli - strano il caso - proprio la cura e la definizione dei particolari. Il risultato sorprende tutti: il giovane Picasso rivela subito una precoce inclinazione per il disegno e la pittura. Il padre favorisce le sue attitudini, sperando di trovare in lui la realizzazione delle sue ambizioni deluse.

Nel 1891 la famiglia si trasferisce a La Coruna, dove Don José ha accettato un posto da insegnante di disegno nel locale Istituto d'Arte; qui Pablo a partire dal 1892 frequenta i corsi di disegno della Scuola di Belle Arti.

Intanto i genitori mettono al mondo altre due bambine, una delle quali morirà quasi subito. In questo stesso periodo il giovane Picasso rivela un nuovo interesse: dà vita a molte riviste (realizzate in un unico esemplare) che redige e illustra da solo, battezzandole con nomi di fantasia come "La torre de Hercules", "La Coruna", "Azuly Blanco".

Nel Giugno 1895 Josè Ruiz Blasco ottiene un posto a Barcellona. Nuovo trasferimento della famiglia: Pablo prosegue i suoi studi artistici presso l'Accademia della capitale catalana. Ha perfino uno studio, in calle de la Plata, che divide con il suo amico Manuel Pallarès.

Negli anni successivi troviamo Pablo a Madrid, dove vince il concorso dell'Accademia Reale. Lavora moltissimo, mangia poco, vive in un tugurio mal riscaldato e, alla fine, si ammala. Con la scarlattina ritorna a Barcellona dove per un periodo frequenta la taverna artistica letteraria "Ai quattro gatti" ("Els Quatre Gats"), così chiamata in onore de "Le Chat Noir" di Parigi. Qui si ritrovano artisti, politicanti, poeti e vagabondi di ogni tipo e razza.

L'anno seguente, è il 1897, porta a termine una serie di capolavori, fra cui la famosa tela "Scienza e carità", ancora assai legata alla tradizione pittorica dell'Ottocento. Il quadro ottiene una menzione all'Esposizione nazionale di Belle Arti di Madrid. Mentre prosegue diligentemente la frequentazione dell'Accademia e il padre pensa di mandarlo a Monaco, la sua natura esplosiva e rivoluzionaria comincia pian piano a manifestarsi. Proprio in questo periodo, fra l'altro, adotta anche il nome di sua madre come nome d'arte. Egli stesso spiegherà questa decisione, dichiarando che "i miei amici di Barcellona mi chiamavano Picasso perché questo nome era più strano, più sonoro di Ruiz. E' probabilmente per questa ragione che l'ho adottato".

In questa scelta, molti vedono in realtà un conflitto sempre più grave tra padre e figlio, una decisione che sottolinea il vincolo d'affetto nei confronti della madre, dalla quale secondo numerose testimonianze, sembra che abbia preso molto. Tuttavia, malgrado i contrasti, anche il padre continua a rimanere un modello per lo scapigliato artista, in procinto di effettuare una rottura radicale con il clima estetico del suo tempo. Picasso lavora con furore. Le tele, gli acquerelli, i disegni a carboncino e a matita che escono dal suo studio di Barcellona in questi anni sorprendono per il loro eclettismo.

Fedele alle sue radici e ai suoi affetti, è proprio nella sala delle rappresentazioni teatrali di "Els Quatre Gats" che Picasso allestisce la sua prima mostra personale, inaugurata il primo febbraio 1900. Malgrado l'intento di fondo dell'artista (e della sua cerchia di amici) sia quella di scandalizzare il pubblico, la mostra sostanzialmente piace, malgrado le solite riserve dei conservatori, e si vendono molte opere su carta.

Pablo diventa un "personaggio", odiato e amato. Il ruolo dell'artista maledetto per un po' lo soddisfa. Ma alla fine dell'estate 1900, soffocato dall' "ambiente" che lo circonda, prende un treno per Parigi.

Si stabilisce a Montmartre, ospite del pittore barcellonese Isidro Nonell, e incontra molti dei suoi compatrioti tra i quali Pedro Manyac, mercante di quadri che gli offre 150 franchi al mese in cambio della sua produzione: la somma è discreta e permette a Picasso di vivere qualche mese a Parigi senza troppe preoccupazioni. Non sono momenti facili dal punto di vista economico, nonostante le importanti amicizie che stringe in questi anni, tra cui quella con il critico e poeta Max Jacob che cerca di aiutarlo in ogni modo. Intanto conosce una ragazza della sua età: Fernande Olivier, che ritrae in moltissimi suoi quadri.

Il clima parigino, e più specificamente quello di Montmartre, ha una profonda influenza. In particolare Picasso rimane colpito da Toulouse-Lautrec, a cui si ispira per alcune opere di quel periodo.

Alla fine dello stesso anno torna in Spagna forte di questa esperienza. Soggiorna a Malaga, poi trascorre qualche mese a Madrid, dove collabora alla realizzazione di una nuova rivista "Artejoven", pubblicata dal catalano Francisco de Asis Soler (Picasso illustra quasi interamente il primo numero con scene caricaturali di vita notturna). Nel febbraio del 1901 riceve però una terribile notizia: l'amico Casagemas si è suicidato per un dispiacere d'amore. L'evento colpisce profondamente Picasso, segnando a lungo la sua vita e la sua arte.

Riparte per Parigi: questa volta vi torna per allestire una mostra presso l'influente mercante Ambroise Vollard.

A venticinque anni Picasso é riconosciuto ed ammirato non solo come pittore, ma anche come scultore ed incisore. Durante una visita al Musée de l'Homme, al palazzo Trocadero a Parigi, rimane colpito dalle maschere dell'Africa Nera, lì esposte, e dal fascino che emanano. I sentimenti più contrastanti, la paura, il terrore, l'ilarità si manifestano con un'immediatezza che Picasso vorrebbe anche nelle sue opere. Viene alla luce l'opera "Les Demoiselles d'Avignon", che inaugura uno dei più importanti movimenti artistici del secolo: il cubismo.

Nel 1912 Picasso incontra la seconda donna della sua vita: Marcelle, da lui detta Eva, ad indicare che é diventata lei la prima di tutte le donne. La scritta "Amo Eva" compare su molti quadri del periodo cubista.

Nell'estate 1914 si incomincia a respirare aria di guerra. Alcuni degli amici di Pablo, tra cui Braque e Apollinaire, partono per il fronte. Montmartre non é più il quartiere di prima. Molti circoli artistici si svuotano.

Purtroppo poi nell'inverno 1915 Eva si ammala di tubercolosi e dopo pochi mesi muore. Per Picasso é un duro colpo. Cambia casa, si trasferisce alle porte di Parigi. Conosce il poeta Cocteau che, in stretti contatti con i "Ballets Russes" (gli stessi per i quali componeva Stravinskij, al quale Picasso dedicherà un memorabile ritratto ad inchiostro), gli propone di disegnare i costumi e le scene del prossimo spettacolo. I "Ballets Russes" hanno anche un'altra importanza, questa volta strettamente privata: grazie a loro l'artista conosce una nuova donna, Olga Kokhlova, che diventerà ben presto moglie e sua nuova musa ispiratrice, da lì a qualche anno sostituita però con Marie-Thérése Walter, di appena diciassette anni, anche se indubbiamente assai matura. Anche quest'ultima entrerà come linfa vitale nelle opere dell'artista in qualità di modella preferita.

Nel 1936, in un momento non facile anche dal punto di vista personale, in Spagna scoppia la guerra civile: i repubblicani contro i fascisti del generale Franco. Per il suo amore per la libertà Picasso simpatizza per i repubblicani. Molti amici dell'artista partono per unirsi alle Brigate Internazionali.

Una sera, in un caffé di Saint-German, presentatagli dal poeta Eluard, conosce Dora Maar, pittrice e fotografa. Immediatamente, i due si capiscono, grazie anche all'interesse comune per la pittura, e tra loro nasce un'intesa.

Nel frattempo le notizie dal fronte non sono buone: i fascisti avanzano.

Il 1937 é l'anno dell'Esposizione Universale di Parigi. Per i repubblicani del Frente Popular é importante che il legittimo governo spagnolo vi sia ben rappresentato. Per l'occasione Picasso crea un'opera enorme: "Guernica", dal nome della città basca appena bombardata dai tedeschi. Attacco che aveva provocato moltissimi morti, tra la gente intenta a compiere spese al mercato. La "Guernica" diventerà l'opera simbolo della lotta al fascismo.

Negli anni '50 Pablo Picasso é ormai un'autorità in tutto il mondo. Ha settant'anni ed é finalmente sereno, negli affetti e nella vita lavorativa. Negli anni seguenti il successo aumenta e spesso la privacy dell'artista viene violata da giornalisti e fotografi senza scrupoli. Si succedono mostre e personali, opere su opere, quadri su quadri. Fino al giorno 8 aprile 1973 quando Pablo Picasso, all'età di 92 anni, improvvisamente, si spegne.

L'ultimo quadro di quel genio - come dice André Malraux - "che solo la morte ha saputo dominare", reca la data 13 gennaio 1972: è il celebre "Personaggio con uccello".

L'ultima dichiarazione che ci rimane di Picasso è questa: "Tutto ciò che ho fatto è solo il primo passo di un lungo cammino. Si tratta unicamente di un processo preliminare che dovrà svilupparsi molto più tardi. Le mie opere devono essere viste in relazione tra loro, tenendo sempre conto di ciò che ho fatto e di ciò che sto per fare".



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sabato 7 aprile 2018

Le 5 Regole della Ricchezza


I rimedi più efficaci sono quelli più semplici, anche nel risparmio, dove, invece, inseguendo chimere, scommettendo sui mercati e sui titoli ci allontaniamo dalla strada maestra. Ci ho pensato leggendo un vecchio libro che racconta l'economia come se fosse una favola: "L'uomo più ricco di Babilonia". Il libro enuncia cinque semplici regole per incrementare la propria ricchezza. 

La Prima: "La ricchezza arriva facilmente e in modo crescente a chiunque metta da parte non meno di un decimo dei suoi guadagni per creare un capitale per il suo futuro è per quello della sua famiglia". Banale? Forse, ma noi lo facciamo? Ci è chiaro quanto abbiamo bisogno di accantonare e perché? 

La seconda Regola: "L'oro lavora diligentemente per il saggio padrone che le impiega in modo proficuo, moltiplicandosi così come le greggi al pascolo". 
E cioè. Risparmiare non basta. Bisogna investire.
 Oggi tale regola assume ancor più rilievo: 
lasciare i soldi in conto corrente non permette al capitale di moltiplicarsi come necessario.

La Terza Regola: "L'oro è sotto la protezione del padrone previdente, che lo investe affidandosi al consiglio di uomini saggi nell'amministrarlo". Il valore della consulenza è tutto qui. Da soli non è possibile affrontare i mercati finanziari, 
si rischia di perdere ciò che con sacrificio si è messo da parte. 

Quindi la Quarta Regola: "L'oro fugge dall'uomo che lo investe in imprese che non gli sono familiari o che non sono approvate da coloro che sono abili nel suo mantenimento". 

Poi l'ultima regola, sulle false chimere: "L'oro abbandona l'uomo che lo vuole forzare a guadagni impossibili, che segue i consigli allettanti dei truffatori, o che si fida della propria inesperienza e dei suoi vani desideri di investimento". 

Cinque regole, semplicissime, che ci arricchirebbero se le seguissimo davvero.





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lunedì 2 aprile 2018

La Finta EMMA W. Mostra il Seno



 LA GIF PIÙ MORBOSA DEL WEB

Le GIF hanno un potere ipnotizzante pazzesco e la gamma di emozioni che possono suscitare è davvero infinita. Ce n’è una in particolare che sta girando parecchio in questi giorni: quella di Emma W. che si trasforma nell’attrice colombiana Sofia V. Pochi secondi animati che incollano allo schermo e che sfuggono alle definizioni.
Anche questa è la rete…

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