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sabato 14 luglio 2018

Invasione dei Mini-;Mostri



La testa di un bruco ingrandita decine di migliaia di volte. I peli che ricoprono la superficie del loro esoscheletro, detto anche tegumento svolgono funzioni sensoriali oppure di rivestimento e protezione e, in alcune specie, sono urticanti.

La testa di un bruco ingrandita decine di migliaia di volte. I peli che ricoprono la superficie del loro esoscheletro, detto anche tegumento svolgono funzioni sensoriali oppure di rivestimento e protezione e, in alcune specie, sono urticanti. 


Sembrano usciti da un film di fantascienza ma in realtà altro non sono che mosche, falene, bruchi e altre piccole creature fotografate dai microscopi elettronici di scienziati di tutto il mondo.
Ecco una selezione dei più brutti e impressionanti.



Un acaro si accanisce con ferocia su una indifesa larva di zanzara

Un acaro si accanisce con ferocia su una indifesa larva di zanzara.





L'apparato boccale di un ragno a distanza ravvicinata. Le specie di ragno a oggi conosciute sono oltre 42.000 e le loro dimensioni vanno da un paio di millimetri agli oltre 33 centimetri di diametro dello Pseudotheraphosa apophysis.

L'apparato boccale di un ragno a distanza ravvicinata. Le specie di ragno a oggi conosciute sono oltre 42.000 e le loro dimensioni vanno da un paio di millimetri agli oltre 33 centimetri di diametro dello Pseudotheraphosa apophysis.






Ecco come appare la bocca di un bruco ingrandita diverse centinaia di volte.   Non tutti i bruchi sono miti e inoffensivi come sembrano: alcune specie, per esempio la processionaria del pino (in alcune zone dell'italia chiamata anche "gatta pelosa) ha il corpo cosparso di setole rigide e urticanti.


Ecco come appare la bocca di un bruco ingrandita diverse centinaia di volte. 
Non tutti i bruchi sono miti e inoffensivi come sembrano: alcune specie, per esempio la processionaria del pino (in alcune zone dell'italia chiamata anche "gatta pelosa) ha il corpo cosparso di setole rigide e urticanti.






Un suggestivo primo piano di un ape.  Questi insetti sono un importante indicatore dello stato di salute dell'ambiente: nel 2007 in Italia, secondo i dati diffusi dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente e del territorio, sono morte il 50% delle api, sono andati persi 200.000 alveari e   con un danno di oltre 250 milioni di euro nel settore agricolo.

Un suggestivo primo piano di un ape.
Questi insetti sono un importante indicatore dello stato di salute dell'ambiente: nel 2007 in Italia, secondo i dati diffusi dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente e del territorio, sono morte il 50% delle api, sono andati persi 200.000 alveari e
 con un danno di oltre 250 milioni di euro nel settore agricolo.





Una innocua formica vista da molto vicino.  Sulla Terra esistono oltre 12.000 specie diverse di formiche, le cui dimensioni vanno da qualche millimetro a 6-7 centimetri.

Una innocua formica vista da molto vicino.
Sulla Terra esistono oltre 12.000 specie diverse di formiche, le cui dimensioni vanno da qualche millimetro a 6-7 centimetri.



 Ben noto agli acquariofili, questo minuscolo insetto è un Argulus, o pidocchio dei pesci. Si nutre del sangue e del tessuti degli ospiti parassitati sui quali lascia vistose ferite che in breve tempo si infettano, portando alla morte la malcapitata vittima.

 Ben noto agli acquariofili, questo minuscolo insetto è un Argulus, o pidocchio dei pesci. Si nutre del sangue e del tessuti degli ospiti parassitati sui quali lascia vistose ferite che in breve tempo si infettano, portando alla morte la malcapitata vittima.





Un "cucciolo" di zecca: la puntura di  questi piccoli ematofagi, le cui dimensioni vanno da un paio di millimetri fino a un centimetro, possono essere veicolo di patologie pericolose anche per l'uomo.   Parenti strette degli acari, sono attive soprattutto d'estate: in caso di puntura è sempre bene consultare un medico.

 Un "cucciolo" di zecca: la puntura di  questi piccoli ematofagi, le cui dimensioni vanno da un paio di millimetri fino a un centimetro, possono essere veicolo di patologie pericolose anche per l'uomo. 
Parenti strette degli acari, sono attive soprattutto d'estate: 
in caso di puntura è sempre bene consultare un medico.




 I palpi mascellari della mosca. La bocca di questo insetto è un esempio estremo di adattamento del corpo al tipo di alimentazione. Questi insetti infatti si cibano di sostanze zuccherine più o meno cristallizzate sparse su una superficie che aspirano mediante la proboscide a forma di ventosa.

 I palpi mascellari della mosca. 
La bocca di questo insetto è un esempio estremo di adattamento del corpo al tipo di alimentazione. Questi insetti infatti si cibano di sostanze zuccherine più o meno cristallizzate sparse su una superficie che aspirano mediante la proboscide a forma di ventosa.




Una bocca irta di denti aguzzi, un becco affilato   e un'espressione che non lascia presagire buone intenzioni.   Per fortuna il verme marino immortalato in questa immagine è lungo appena qualche millimetro, ma nelle profondità degli oceani se ne possono trovare di ogni forma e dimensione.   Molti di loro appartengono al gruppo degli organismi estremofili e possono vivere a grandissime profondità, essendosi adattati alle alte pressioni e alla pressochè totale assenza di luce.

Una bocca irta di denti aguzzi, un becco affilato 
e un'espressione che non lascia presagire buone intenzioni. 
Per fortuna il verme marino immortalato in questa immagine è lungo appena qualche millimetro, ma nelle profondità degli oceani se ne possono trovare di ogni forma e dimensione. 
Molti di loro appartengono al gruppo degli organismi estremofili e possono vivere a grandissime profondità, essendosi adattati alle alte pressioni e alla pressochè totale assenza di luce.




Un verme idrotermale, una minuscola creatura lunga circa mezzo millimetro che vive nelle profondità degli oceani vicino alle sorgenti di acqua calda, fino a 400°C,   che scaturisce dalle viscere della Terra.

Un verme idrotermale, una minuscola creatura lunga circa mezzo millimetro che vive nelle profondità degli oceani vicino alle sorgenti di acqua calda, fino a 400°C, 
che scaturisce dalle viscere della Terra. 




Un altro minuscolo verme marino,   questo con la faccia decisamente più simpatica rispetto a quello della foto precedente.

Un altro minuscolo verme marino, 
questo con la faccia decisamente più simpatica rispetto a quello della foto precedente.




Il dorso di una mosca coperto di peli.  Insieme alle altre 120.000 specie conosciute di ditteri, questo insetto è comparso sulla Terra più di 250 milioni di anni fa.   Si tratta per lo più di insetti di piccole dimensioni, come quelli che volano abitualmente nelle nostre case, ma alcune specie tropicali, per esempio le Pantophthalmidae, possono arrivare ad avere un'apertura alare di 9-10 centimetri.

Il dorso di una mosca coperto di peli.
Insieme alle altre 120.000 specie conosciute di ditteri, questo insetto è comparso sulla Terra più di 250 milioni di anni fa. 
Si tratta per lo più di insetti di piccole dimensioni, come quelli che volano abitualmente nelle nostre case, ma alcune specie tropicali, per esempio le Pantophthalmidae, possono arrivare ad avere un'apertura alare di 9-10 centimetri.





Non fatevi ingannare dalle apparenze: questo insetto giallognolo è in realtà una mosca bianca (Rhynchota Homoptera).   Non è purtroppo così rara come il suo nome farebbe credere: nelle zone tropicali è piuttosto diffusa ed è responsabile di gravi infestazioni che danneggiano campi coltivati e piantagioni di ogni tipo.

Non fatevi ingannare dalle apparenze: questo insetto giallognolo è in realtà una mosca bianca (Rhynchota Homoptera). 
Non è purtroppo così rara come il suo nome farebbe credere: nelle zone tropicali è piuttosto diffusa ed è responsabile di gravi infestazioni che danneggiano campi coltivati e piantagioni di ogni tipo.




Una falena vista al microscopio elettronico. Insieme alle farfalle, questi insetti appartengono all'ordine dei lepidotteri, che contempla oltre 165.000 specie.  Durante la loro breve vita, non più di qualche settimana, questi animali cambiano radicalmente la struttura del loro corpo e le abitudini alimentari: il loro ciclo vitale si articola in 4 fasi: uovo, bruco, crisalide e forma adulta.

Una falena vista al microscopio elettronico. Insieme alle farfalle, questi insetti appartengono all'ordine dei lepidotteri, che contempla oltre 165.000 specie.
Durante la loro breve vita, non più di qualche settimana, questi animali cambiano radicalmente la struttura del loro corpo e le abitudini alimentari: il loro ciclo vitale si articola in 4 fasi: uovo, bruco, crisalide e forma adulta.




Un verme idrotermale, una minuscola creatura lunga circa mezzo millimetro che vive nelle profondità degli oceani vicino alle sorgenti di acqua calda, fino a 400°C,   che scaturisce dalle viscere della Terra.

Un verme idrotermale, una minuscola creatura lunga circa mezzo millimetro che vive nelle profondità degli oceani vicino alle sorgenti di acqua calda, fino a 400°C,
 che scaturisce dalle viscere della Terra. 




La larva di una mosca

La larva di una mosca




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giovedì 12 luglio 2018

Il cliente ha sempre ragione?

Attenzione, al Gate 14 c’è un passeggero che non sa chi è. Se qualcuno può aiutarlo con la sua identità, per favore ci raggiunga qui


Avete mai sentito il detto: “il cliente ha sempre ragione?”
 Fare un lavoro con il quale si ha a che fare con le persone, 
spesso non è facile ed è anche piuttosto stressante. 
Bisogna essere sempre educati e con il sorriso, 
nonostante l’ignoranza della maggior parte. 
Quanti di voi sanno di cosa stiamo parlando?

all’interno dell’aeroporto, inizia ad urlare alla donna dei biglietti,  ma lei…

Esatto, proprio di quelle persone che si credono dei Re, che maltrattano il commesso, perché tanto quello è il suo lavoro! Oggi vogliamo raccontarvi la storia di una donna che lavora per una compagnia aerea, precisamente allo sportello per il check-in dell’aeroporto di New York. Un giorno, a causa del maltempo, un volo è stato annullato e per via delle nuove prenotazioni, dinanzi lo sportello, si era creata una fila lunghissima. La donna era l’unica al servizio di quelle persone e cercò di accontentarle tutte. Improvvisamente però, un uomo giunse all’inizio della fila, scavalcando gli altri. Porse, con prepotenza il suo biglietto e disse: “devo salire su questo volo e deve essere in prima classe”. La donna allibita, lo guardò ed educatamente gli rispose: “Signore deve scusarmi, sarò felice di aiutarla ma prima devo aiutare queste persone. Deve fare la fila come loro.” Infuriato, ad alta voce, con l’intento di farsi sentire da tutti, disse: “hai idea di chi sono io?” La donna, sempre con il sorriso, prese il documento che lui le porse e lesse il suo nome. Poi, sempre con il sorriso, prese il microfono e fece un annuncio: “Attenzione, al Gate 14 c’è un passeggero che non sa chi è. Se qualcuno può aiutarlo con la sua identità, per favore ci raggiunga qui”.

La gente in coda scoppiò a ridere e l’uomo, indignato, guardò l’agente e poi le disse: “fottiti”.

La risposta della donna? “Mi dispiace signore, ma deve mettersi in fila anche per quello!”



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sabato 7 luglio 2018

Rolling Stone si schiera contro Salvini

Noi non stiamo con Salvini. Da adesso chi tace è complice

 Lancia la sua copertina di luglio
Il mensile italiano lancia la sua copertina di luglio
 “Noi non stiamo con Salvini. 
Da adesso chi tace è complice”

A musicisti, attori, scrittori e figure legate allo showbiz e alla tv 
Rolling Stone ha chiesto se volevano prendere una posizione. 
Per una società aperta, moderna, libera e solidale.


“Fa male vedere, giorno dopo giorno, un’Italia sempre più cattiva, lacerata, incapace di sperare e di avere fiducia negli altri e nel futuro. Un’Italia rabbiosa e infelice. Fa ancora più male prendere atto che questa rabbia si è fatta potere. Non vogliamo che il nostro Paese debba trovare un nemico per sentirsi forte e unito. Per questo non possiamo tacere. I valori sui quali abbiamo costruito la civiltà, la convivenza, sono messi in discussione. Ci troviamo costretti a battaglie di retroguardia, su temi che consideravamo ormai patrimonio condiviso e indiscutibile. I sedicenti “nuovi” sono in realtà antichi e pericolosi, cinicamente pronti a sfruttare paure ancestrali e spinte irrazionali. Dobbiamo opporci a chi ci porta indietro, a chi ci costringe a diventare conservatori. Not in my name, non nel mio nome, nel nostro nome. Questo dev’essere chiaro, da subito. Così com’è chiaro che solo provando a stare insieme possiamo tornare ad avere un presente, e immaginare il futuro. Rolling Stone, sin dalla sua fondazione, 50 anni fa, significa impegno nella vita politica e sociale, lotta al fianco degli ultimi e coraggio nel dire sempre da che parte sta. Caratteristiche vitali e per noi irrinunciabili. Crediamo che oggi in Italia sia fondamentale prendere una posizione chiara, crediamo che volgere lo sguardo dall’altra parte e aspettare che passi la bufera equivalga a essere complici, crediamo, una volta di più, nel soft power della cultura pop, nella sua capacità di unire, condividere, accogliere. Perciò abbiamo chiesto ad artisti e protagonisti della vita culturale italiana, che tante volte in questi anni abbiamo incrociato e raccontato. Di seguito i pensieri di quelli che condividono la necessità di lottare insieme perché l’Italia rimanga una società aperta, moderna, libera e solidale.

Daria Bignardi (scrittrice), Vasco Brondi (cantante), Caparezza (cantante), Ennio Capasa (stilista), Pierpaolo Capovilla (cantante), Chef Rubio (conduttore tv), Max Collini (cantante), Carolina Crescentini (attrice), Marco D’Amore (attore), Costantino della Gherardesca (conduttore tv), Erri de Luca (scrittore), Diodato (cantante), Elisa (cantante), Ernia (rapper), Fandango di Domenico Procacci (casa di produzione), Fabio Fazio (conduttore tv), Anna Foglietta (attrice), Marcello Fonte (attore), Gazzelle (cantante), Gemitaiz (rapper), Gipi (fumettista), Linus (Radio Deejay), Lo Stato Sociale (band), Makkok (illustratore), Fiorella Mannoia (cantante), Vinicio Marchioni (attore), Emma Marrone (cantante), Enrico Mentana (giornalista), Ermal Meta (cantante), Francesca Michielin (cantante), Motta (cantante), Gabriele Muccino (regista), Negramaro (band), Andrea Occhipinti (produttore e distributore cinematografico), Roy Paci (cantante), Mauro Pagani (musicista), Tommaso Paradiso (cantante), Valentina Petrini (giornalista), Alessandro Robecchi (scrittore), Lele Sacchi (dj), Selton (band), Barbara Serra (giornalista), Michele Serra (giornalista), Shablo (produttore musicale), Subsonica (band), Tedua (rapper), Tre Allegri Ragazzi Morti (band), Sandro Veronesi (scrittore), Daniele Vicari (regista), Zerocalcare (fumettista).



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martedì 3 luglio 2018

Fugge dal carcere in elicottero

Fugge dal carcere in elicottero

 Evasione come in un film

Prima di finire in carcere per aver ammazzato Aurélie Fouquet, una poliziotta di 26 anni, Rédoine Faid amava raccontare a tutti che aveva visto Heat più di cento volte. Il suo eroe era Robert De Niro nei panni del rapinatore Neil McCauley. Gli amici però hanno sempre continuato a chiamarlo Doc, come Doc McCoy, il ladro interpretato da Steve McQueen in Getaway. E ieri Rédoine un film l'ha interpretato sul serio: è evaso in elicottero dalla prigione di Réau, a un'ora di treno da Parigi, e oggi è il ricercato numero uno in Francia. Il ministero dell'Interno assicura che «tutte le unità territoriali della polizia e della gendarmeria sono mobilitate» e che «tutti i mezzi sono impiegati per localizzarlo» . Ma fino a ieri sera di Rédoine Faid, condannato a 25 anni per la morte della poliziotta mentre scappava da una rapina a un furgone blindato e a altri dieci per un'evasione nel 2013, restavano soltanto un elicottero bruciato in un campo abbandonato poco distante dall'aeroporto di Roissy e una Renault nera lasciata carbonizzata a Aulnay-sous-Bois, banlieue di Parigi.

UN PIANO PERFETTO
L'operazione ha funzionato benissimo. Sono le 11 e 20 di domenica, e Rédoine Faid è in parlatorio, ha ricevuto la visita del fratello Brahim. Un elicottero atterra nel cortile principale del carcere, l'unico senza rete di protezione antiaerea. Scendono due uomini, incappucciati, vestiti di nero, con le fasce al braccio della polizia, armati di kalashnikov e lacrimogeni. Un terzo complice resta con il pilota: lui e il velivolo, un Alouette, sono stati sequestrati poco prima sulla vicina base aerea di Fontenay-Trésigny . I due agiscono quasi a memoria: con una fresatrice abbattono una porta (conosciuta da pochi e quasi mai utilizzata) che conduce al parlatorio, arrivano da Raid, lo prelevano, e un minuto dopo sono di nuovo in aria, liberi. Non c'è stato bisogno di fare nessun ostaggio, non c'è nessun ferito. I poliziotti parlano di «uomini molti addestrati, dei professionisti, pesantemente armati, che sapevano benissimo come muoversi e dove andare». La ministra della Giustizia Belloubet, che si è recata sul posto, ha spiegato che «qualche mese fa i servizi penitenziari avevano notato dei droni sopra la prigione». Probabilmente un «sopralluogo» per preparare l'operazione. L'elicottero è stato ritrovato poco dopo, bruciato, a Garges-lès-Gonesse. I quattro sono scappati prima su Renault, poi su un camioncino Citroen di cui si sono perse le tracce da qualche parte nella grande banlieue di Parigi.

Tutti sapevano che Rédoine voleva scappare. Ci aveva provato una volta, nel 2013: aveva fatto saltare cinque porte con l'esplosivo e preso quattro guardie in ostaggio al carcere di Lille. Era rimasto in fuga per un mese e mezzo. Lo avevano catturato all'alba nella stanza di un piccolo hotel in banlieue di Parigi. Aveva giurato che ci avrebbe riprovato. Poco tempo fa un'inchiesta del Nouvel Observateur aveva rivelato dei rapporti di Faid con la criminalità corsa, in particolare con Jacques Mariani, membro della banda della Brise de Mer, che avrebbe pensato a lui per vendicarsi di una banda rivale. Per questo aveva anche pensato un piano per farlo scappare. Allora il piano non si era mai concretizzato. «Si è sempre preso per un eroe, un mito della criminalità» racconta Frédéric Ploquin, autore di un libro sui caid, i capibanda della criminalità organizzata nelle periferie di Francia. «Ha sempre voluto essere il migliore della sua generazione, 
questa evasione non farà che aumentare la sua reputazione».




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lunedì 2 luglio 2018

Condannato per il post choc su Facebook

Condannato per il post choc su Facebook


«Bruciamo le moschee e uccidiamo i musulmani», 
45enne condannato per il post choc su Facebook

«È il momento di rispondere a questi attacchi: il governo non farà nulla per colpa dei buonisti, ma ogni volta che si verifica un attentato di matrice islamista dovremmo bruciare una moschea, possibilmente quando è piena di gente». Con questo post, pubblicato su Facebook nel giorno del concerto di Ariana Grande 'One Love', dopo l'attentato della Manchester Arena, un 45enne inglese si è messo in un bel guaio. I suoi stati, pubblici, non sono sfuggiti alle autorità e l'uomo, dopo essere stato denunciato, è stato condannato a due anni.

«Voglio fare un appello a tutti gli assassini di questo paese: fateci un favore e concentratevi sulla comunità musulmana» - si legge in altri post di Andrew Emery, scritti tutti il 4 giugno dello scorso anno - «Bruciate una moschea e vi sentirete meglio». L'uomo, come riporta Metro.co.uk, era stato arrestato e denunciato pochi giorni dopo. Durante il processo, il suo legale ha proposto una serie di attenuanti: Emery, al momento di scrivere quei post, era ubriaco e ancora sotto choc sia per l'attentato al London Bridge del giorno prima, 
sia per aver saputo che il padre, malato, era ormai in fase terminale.

Un'indagine sui post pubblicati dall'uomo, tutti pubblici su Facebook, ha però rivelato che quei post non costituivano un caso isolato. Qualche tempo prima, infatti, Andrew Emery aveva scritto, commentando il 'Muslim Ban' di Trump: «Fa bene a bandire i musulmani, dovremmo farlo anche noi, così sarà possibile preoccuparci solo della feccia che già si trova nel nostro paese». 
Per questo motivo, il 'leone da tastiera' è stato condannato da un tribunale del suo capoluogo di residenza, Stoke-on-Trent.







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Rapina in Gioielleria i Ladri scappano in Bici

La Bicicletta Fa Bene alla Salute
Milano, rapina in gioielleria in via Montenapoleone. Ladri scappati in bici

Rapinata una gioielleria in via Montenapoleone a Milano, tutto in pieno giorno. Colpita la gioielleria A. P., nel quadrilatero della moda. Secondo le prime informazioni in azione sarebbero entrati in tre che sarebbero poi fuggiti in sella a delle biciclette. 
Sul posto gli agenti della Questura di Milano.

Secondo alcune testimonianze, i tre entrati in azione nella gioielleria-orologeria, alla fine di via Montenapoleone, a poche decine di metri di distanza da piazza San Babila, sarebbero stati dell'est europeo e uno di questi avrebbe puntato un'arma al collo di uno dei dipendenti. Dalla gioielleria sarebbero stati arraffati soprattutto degli orologi. Sul posto sono intervenute numerose pattuglie della questura e in questo momento sono in corso i rilievi da parte della scientifica. Nella via sono presenti numerose telecamere di videosorveglianza. 



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domenica 1 luglio 2018

Cocaina: Sgarbi inventa il festival

Cocaina: Sgarbi inventa il festival

"Nell'arte, come in letteratura, occorre essere 'stupefacenti'". 
Lo ha detto Vittorio Sgarbi, deputato alla Camera, 
annunciando la nascita a Sutri, città della quale è stato eletto sindaco alle ultime amministrative, di 'Cocaina', una nuova rassegna d'arte e letteratura.

"Abbiamo deciso di fare un gemellaggio con Viterbo - ha spiegato Sgarbi - dove si svolge il celebre festival 'Caffeina', programmandone uno parallelo a Sutri denominato 'Cocaina', anche con l'intendimento di ribadire che l’unica vera 'droga' è la bellezza. 
E che nell'arte come in letteratura occorre essere 'stupefacenti'".

Il Festival 'Caffeina' collabora attualmente con Sutri 
programmando alcuni spettacoli nella città amministrata da Sgarbi.


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