giovedì 17 maggio 2012

Donna Summer




 Morta Donna Summer

La regina della Disco Music


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- I Feel Love (Live)
 

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  - E' morta Donna Summer, regina incontrastata della disco music. La cantante è spirata all'età di 63 anni, sconfitta da un cancro. La Donna Andre Gaines, il suo vero nome, si trovava in Florida. Fonti vicine all'artista hanno raccontato a Tmz che Donna Summer ha cercato di nascondere la gravità della malattia. Chi l'ha incontrata, un paio di settimane fa, ha riferito al sito di non averla trovata così male. E ha aggiunto che Donna Summer, piuttosto che alla salute, sembrava molto più concentrata sulla lavorazione di un nuovo album. A questo punto, l'epilogo discografico postumo di un'artista che alla fine degli anni Settanta assurse allo status di "dea" delle discoteche di tutto il mondo, in contemporanea con il contagio mondiale della Febbre del Sabato Sera.

Strano a dirsi, ma nel 1977, nella colonna sonora del film simbolo di quel fenomeno, che valse l'Oscar a un John Travolta quasi debuttante, non figurava nessuna canzone di Donna Summer. Il cinema avrebbe cercato di farsi perdonare l'anno dopo, non solo celebrando la sua musica, ma offrendole un ruolo di rilievo in una pellicola successiva, Grazie a Dio è venerdi. Pur rivelandosi un successo al botteghino, il valore del film non era assolutamente paragonabile a quello del suo predecessore. Proprio quel film, Grazie a Dio è venerdi, con la banalizzazione commerciale del fenomeno e la massificazione dell'immagine di Donna Summer, rappresentò invece l'ultimo batter d'ali della crisalide "disco music".

Fino a quel momento, Donna Summer era stata soprattutto una voce. Anzi, un sospiro capace di raccontare una bella fetta di umanità. Perché prima di diventare un fenomeno commerciale e di costume internazionale, in America la "disimpegnata" disco music di fine anni Settanta fu soprattutto una via di fuga.

Il Grande Paese viveva sulla sua pelle gli effetti di un'economia avvitata su se stessa a causa dello shock petrolifero del '74. E guardava con forte preoccupazione all'ascesa degli ayatollah in Iran nell'ottica dello scacchiere mediorientale. L'America non era in guerra, ma fu il fallimento di un bliz militare, ordinato dal presidente democratico Jimmy Carter per liberare gli ostaggi americani dell'ambasciata Usa a Teheran, il colpo di grazia all'amministrazione da lui guidata. Si entrava così negli "edonistici" anni Ottanta del repubblicano Ronald Reagan.

Anni di liberismo spinto e grandi sofferenze per chi viveva ai margini del grande sogno americano. Per loro, la discoteca rappresentò un guscio protettivo, una via di fuga per un'umanità desiderosa di staccare la spina, di essere "qualcuno" almeno in pista, inventando passi di danza da far invidia. Di riscattarsi dalle miserie del quoitidiano abbracciando il linguaggio del corpo, di lasciare ai muscoli piena libertà di assecondare il battito primordiale alimentato dal deejay, di esaltare il richiamo del sesso che unisce i corpi, in anni in cui la politica li divideva.

Di quel richiamo, Donna Summer era la sirena. La perfetta sintesi del suo canto d'amore è I Feel Love. "Sento l'amore...", un solo prolungato, sensualissimo verso, pronunciato in stato di abbandono, come l'amante perso nel piacere, l'estasi di un attimo d'amore. E sotto quel lungo orgasmo musicale, il ritmo pulsante di un sintetizzatore, il marchio di Giorgio Moroder.

Donna Summer aveva conosciuto il produttore in Germania, dove era volata a fine anni Sessanta per prendere parte al musical Hair.



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