mercoledì 28 marzo 2012

Girasoli e marijuana contro le radiazioni



Girasoli e marijuana contro le radiazioni


In questi giorni, il mondo intero e il governo giapponese in primis, pare abbiano capito che la situazione a Fukushima non è così priva di rischi come si pensava. Il problema radiazioni sembra infatti più grande di quanto ci si aspettasse. A mio avviso hanno fatto finta di sottovalutare il tutto di proposito, per non allarmare il mondo intero e per non essere un facile bersaglio alle critiche globali. Critiche che spero arriveranno al più presto.
Per eliminare le radiazioni dalla zona intorno a Fukushima, si stanno cercando soluzioni fattibili. Sono giunte voci di progetti molto particolari, che potrebbero eliminare o diminuire di molto il livello di radiazioni presente. Un gruppo di ricercatori di agricoltura spaziale al Jaxa, agenzia spaziale giapponese, ha scoperto che piantare nel terreno girasoli potrebbe aiutare a smaltire le radiazioni presenti. Proprio i girasoli dovrebbero essere in grado di assorbire il cesio radioattivo depositatosi sul terreno vicino alla centrale. Unico grande problema è lo smaltimento dei girasoli contaminati. Perché non si può lasciare un campo di girasoli contaminati vicino ad una scuola o a un mercato, sarebbe come non aver fatto nulla per limitare le radiazioni. Per ora è stata proposta una soluzione: trattare i fiori con dei batteri che vengono utilizzati per lo smaltimento e la riduzione dei rifiuti più comuni. Così facendo, i fiori possono essere ridotti di volume e possono essere gestiti come “normali” rifiuti nucleari.

Dalla Francia arriva una proposta concreta, seppur molto strana. Utilizzare la marijuana per bonificare le aree radioattive. Questa pianta, oltre agli effetti noti a tutti, sembrerebbe in grado di assorbire elementi radioattivi come il cesio 137 e lo stronzio 90 fino all’80%. Lo smaltimento della marijuana radioattiva, però, dovrà essere affidato a delle strutture in grado di gestire le ceneri radioattive.
Sempre dalla Francia arriva la notizia di altri metodi naturali e poco invasivi per bonificare le zone radioattive intorno a Fukushima. Sul quotidiano francese “Le Parisien” sono stati intervistati alcuni ricercatori che hanno condotto delle ricerche sulle proprietà di assorbimento della colza. Secondo loro, questa pianta, è ottima per assorbire le sostanze radioattive e dopo potrebbe essere riciclata per produrre biodiesel. Siamo davanti a ricerche e teorie molto interessanti. Attuando questi piani si potrebbe rimediare alle radiazioni con dei rimedi naturali e poco invasivi. Anche dal punto di vista dell’aspetto esteriore, vedere le zone radioattive ricoperte dal giallo dei girasoli e della colza, non sarebbe male. Ma ho un dubbio. È davvero così semplice smaltire le radiazioni? Spero proprio di sì.
 (Fonti: Attualita.tuttogratis.it e Zeusnews.it)
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