FINESTRE I Romani furono i primi a dotare le finestre di tamponamento in
vetro, una tecnica che poi si perse per scarsità di materiali durante
l'alto Medioevo, per venire poi ripresa il larga scala solo nel periodo
gotico (XII secolo - XIII secolo). Nel Rinascimento sono stati
introdotti molti tipi di finestra, come l
a
bifora, la trifora, la serliana, l'inginocchiata, l'occhio di bue e,
tipicamente italiano, l'abbaino, che si apre nella copertura. Dalle
influenze moresche e saracene derivano altri stili ed accessori della
finestra, che è protetta esternamente dall'inferriata, dalla persiana,
dal portello o dal cassettone ed all'interno dalla veneziana o dallo
scuro. Si possono avere finestre che raggiungono la quota del
pavimento, chiamate anche "porte-finestre"; finestre la cui quota del
davanzale è circa di un metro e consente l'affaccio di persone; oppure
finestre collocate più in alto, che danno solo luce e aria (nel diritto
privato si chiamano infatti luci). Inoltre esistono tipi particolari
di finestre, detti lucernari o cappuccine, che vengono praticate sulle
coperture inclinate.
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BALCONI Il balcone, chiamato anche terrazzo o poggiolo, è una
sporgenza della facciata di un edificio munita di ringhiera o parapetto.
La differenza tra il balcone e la terrazza sta nel fatto che il balcone
rappresenta un elemento aggiunto al corpo principale dell'edificio, che
sporge, appunto, dal filo della sua superficie, mentre la terrazza è
inclusa in esso. L'inizio del Novecento è il periodo in cui opera il
più grande mastro ferraio di tutti i tempi e anche l'ultimo che abbia
lasciato opere di un certo rilievo nella storia del ferro battuto:
Alessandro Mazzucotelli. Prima dell'ingresso della tecnologia del
cemento armato, il balcone veniva sorretto da mensole in legno o pietra.
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