lunedì 24 giugno 2013

Carosello e il linguaggio della pubblicità televisiva

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Il linguaggio della pubblicità televisiva

Se il mondo fosse come la pubblicità televisiva ce lo racconta non avremo guerre, saremo tutti solidali e felici, pieni di salute, con i capelli lisci e la pelle curata. Una realtà distorta e mendace che attribuisce ad una vettura la felicità di una famiglia, a una bibita il recupero dell'energia, a una compagnia telefonica l'utilizzo di minuti veri, a dispetto dei minuti falsi che scandiscono le nostre giornate.
 Il nostro tempo è tutto fasullo, i nostri ideali sono il calcio, i campioni sportivi,
 le corse automobilistiche e via dicendo.
I valori veri, quelli che fanno crescere, li conoscono solo una minoranza e in genere sono quelli che vengono additati da tutti gli altri come persone che non sanno vivere.

Mi ricorda un episodio di un film degli anni '60 
dove un padre insegna le furbizie al figlio piccolo
 per avere successo.
 Il figlio diventato grande rapina il padre per i propri bisogni personali.
Ormai i giornali e le cronache sono piene di episodi similari.
 Che grandi insegnamenti ci da la pubblicità.

Non parliamo poi della riedizione di Carosello ... una pena infinita: non basta rievocare la sigla e i siparietti quando le pubblicità sono le stesse che a ritmo serrato ci propongono fino alla nausea.

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http://cipiri.blogspot.it/2009/01/dopo-carosello-tutti-nanna.html


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